Prosegue il “Tour dell’Ascolto”, ciclo di incontri sul territorio promosso da Coldiretti Ravenna per affrontare, insieme agli imprenditori agricoli e zootecnici, le principali problematiche agricole e per illustrare le strategie sindacali di Coldiretti.

Gli incontri, che stanno toccando tutti i Comuni della provincia e che questa settimana si terranno a Russi e Faenza, culmineranno nella grande assemblea di confronto con i vertici della Regione Emilia-Romagna in programma lunedì 16 febbraio a Bologna Fiere.

Le proposte che Coldiretti porrà alla Regione, che puntano in primis ad una concreta semplificazione burocratica nella gestione delle imprese, rappresentano il fulcro di questi incontri che hanno nel dibattito e nell’ascolto diretto dei soci il proprio scopo principale.

“Lo sguardo di Coldiretti – è il commento del Direttore provinciale Assuero Zampini – è sempre ben puntato alle necessità specifiche delle imprese agricole – in queste assemblee affrontiamo quindi temi fondamentali come il Piano di messa in sicurezza di un territorio che ancora porti i segni di quanto accaduto nel biennio 2023-24 e che ha chiaramente bisogno di certezze e garanzie, ma l’azione di Coldiretti si sviluppa ovviamente a tutti i livelli”.

La retromarcia sul taglio da 90 miliardi alla Pac europea e la riassegnazione di 10 miliardi a favore degli agricoltori italiani vengono visti come “Un grande risultato conseguito portando proprio i nostri soci a manifestare dinanzi alla Commissione europea a Bruxelles per contrastare il folle operato della presidente Von der Leyen”.

Coldiretti gioisce anche per il congelamento del Mercosur: l’accordo commerciale di libero scambio fra i Paesi del Sud America con l’UE. Un trattato che, nella sua attuale versione, è ritenuto inaccettabile da Coldiretti in quanto “privo del principio di reciprocità, dal momento che le imprese dei Paesi sudamericani non sono tenute a seguire le medesime regole in tema di sicurezza alimentare, benessere animale e rispetto delle norme a tutela dei lavoratori”.

Altra sfida lanciata dall’Organizzazione è adesso quella contro il Codice Doganale Europeo: “La normativa comunitaria che consente ad un qualsiasi prodotto agricolo e/o zootecnico di fregiarsi del marchio ‘Made in Italy’ nel momento in cui l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale avvenga nel nostro Paese, realizzando un vero e proprio inganno per i consumatori ed un furto di identità a danno dei nostri agricoltori”.

Coldiretti ha chiesto anche il supporto di Comuni e Regioni.

L’ultima Finanziaria ha infine confermato agevolazioni per la tenuta del settore e introdotto diverse misure a sostegno del reddito degli agricoltori, andando a sommarsi positivamente con l’istituzione della Commissione Unica Nazionale per il grano duro:

“Le sfide che abbiamo davanti sono tante e impegnative – aggiunge il presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – e per vincerle c’è bisogno che tutti gli agricoltori facciano sentire la propria voce in modo convinto e propositivo, a partire proprio dal confronto con l’istituzione regionale il cui ruolo è anche quello di garantire sostegno ed opportunità di sviluppo a tutti gli imprenditori. Proprio dal confronto con i soci e dall’ascolto delle loro istanze, infatti – conclude Dalmonte – passa la forza delle nostre rivendicazioni volte sempre ed esclusivamente alla tutela dell’agricoltura e del reddito delle imprese”.