Il Partito Democratico interviene con fermezza sui volantini distribuiti in questi giorni all’esterno di alcune scuole di Faenza, attribuiti ad Azione Studentesca. I materiali invitavano gli studenti a compilare un questionario online, accessibile tramite QR code, nel quale veniva chiesto di segnalare presunti «professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni», un’iniziativa già comparsa in altri istituti scolastici italiani.
A intervenire è stato il segretario provinciale del PD Nicola Dalmonte, che ha definito la pratica «inaccettabile e pericolosa». «Qualunque tentativo di delegittimare la scuola pubblica, mettere sotto accusa il lavoro degli insegnanti o alimentare un clima di sospetto e controllo ideologico – ha dichiarato – è incompatibile con la libertà di insegnamento e l’autonomia scolastica. Quella messa in campo da Azione Studentesca è una pratica grave che richiama logiche di intimidazione incompatibili con i principi costituzionali».
Dalmonte ha ribadito la necessità di difendere la scuola pubblica e la professionalità dei docenti: «Non è accettabile che si colpisca la libertà di insegnamento con strumenti che somigliano a vere e proprie liste di proscrizione. Chiediamo che venga fatta piena chiarezza su questi episodi e che si riaffermi il valore della scuola come spazio libero, pluralista e democratico».
Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata del PD Ouidad Bakkali, che ha parlato di «un fatto di estrema gravità». «Sollecitare gli studenti a segnalare docenti ritenuti “di sinistra”, raccoglierne i nomi e costruire elenchi di proscrizione – ha affermato – significa introdurre nella scuola pratiche intimidatorie incompatibili con una democrazia matura e che richiamano pagine oscure della nostra storia».
Bakkali ha inoltre ricordato come la campagna nazionale di Azione Studentesca si intitoli “La nostra scuola”, sottolineando però che «la scuola è di tutte e di tutti, è un patrimonio della Repubblica». «La scuola pubblica garantisce pari dignità sociale ed eguaglianza, a prescindere da opinioni politiche, fede religiosa, provenienza o genere», ha aggiunto, auspicando che venga fatta chiarezza anche da parte del Ministero dell’Istruzione, «chiamato a garantire i valori costituzionali, la libertà di opinione e i principi antifascisti su cui si fonda la Repubblica».
Il Partito Democratico chiede quindi che episodi di questo tipo vengano fermamente condannati e che venga tutelato il ruolo della scuola come luogo di formazione, confronto e crescita democratica.























































