«Altro che aggiornamento e semplificazione: il nuovo piano sosta è un’operazione per incamerare entrate pesantemente maggiori». È durissimo l’attacco di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, contro il “Nuovo piano sosta” approvato dalla Giunta Barattoni l’antivigilia di Capodanno e destinato a entrare in vigore da marzo.
Secondo Ancisi, dietro la narrazione ufficiale – che parla di maggiore rotazione delle auto e migliore accessibilità al centro – si nasconderebbe una precisa volontà politica: fare cassa sulle strisce blu. Un’operazione che il consigliere definisce senza mezzi termini un “furto programmato”, inizialmente difficile da dimostrare perché il provvedimento è stato reso noto alla cittadinanza solo il giorno successivo alla sua approvazione, Consiglio comunale compreso.
Il confronto tra le delibere sulla copertura dei servizi a domanda individuale per il 2025 e il 2026 fornirebbe però, secondo Ancisi, dati inequivocabili. Nel 2025 il Comune prevedeva incassi dalla sosta a pagamento per 2 milioni e 790 mila euro; nel 2026 la previsione sale a 3 milioni e 200 mila euro, con un incremento di 410 mila euro che, rapportato ai soli dieci mesi di applicazione del nuovo piano, equivale a un aumento medio del 17,6%.
A rafforzare questa tesi, Ancisi evidenzia anche l’aumento dei costi di gestione pagati ad Azimut, saliti a 1 milione e 557 mila euro rispetto a 1 milione e 445 mila euro dell’anno precedente, con pagamento anticipato disposto dalla Giunta alla vigilia di Natale.
Il resto del piano, secondo il capogruppo di Lista per Ravenna, segue la stessa logica: zone tariffarie più economiche inglobate in quelle più care, riduzione drastica delle aree a sosta libera (da dieci a cinque), aumento degli stalli a pagamento e una mezz’ora gratuita giudicata puramente simbolica. Anche la linea bus gratuita 80, pensata per favorire l’interscambio, viene definita poco efficace e scarsamente utilizzata.
Ancisi critica duramente anche le dichiarazioni del sindaco Barattoni sulla volontà di confrontarsi con i cittadini attraverso incontri pubblici futuri: «Incontri a babbo morto – afferma – dopo aver già deciso tutto». Un metodo che, a suo giudizio, esclude non solo i cittadini ma anche il Consiglio comunale, organo rappresentativo che la Giunta avrebbe bypassato.
Infine, l’esponente di Lista per Ravenna annuncia un ulteriore fronte di scontro sui permessi di accesso alle ZTL, definiti «gravemente illegittimi» perché adottati dalla Giunta anziché dal Consiglio comunale. Un tema che, promette Ancisi, sarà affrontato separatamente.


























































