“Nel mese di aprile scorso, il Comune di Ravenna aveva sottoposto a controlli i pini di via Renato Serra situati sul lato prospiciente l’ex macello della città. Nel mese di giugno, le stesse prove sono state fatte sui pini di via Monfalcone, prosecuzione del filare di via Renato Serra fino al passaggio a livello di via Canale Molinetto. Di qui l’allarme sorto tra la popolazione locale, timorosa che anche su questo versante si producessero le storie dolorose dei pini di via Maggiore in città e di viale Romagna a Lido di Savio.
Nella seconda settimana di luglio, insistenti preoccupazioni giunte sul mio tavolo mi hanno suggerito, relativamente ai “pini di via Renato Serra e di via Monfalcone”, di chiedere formalmente, il 17 luglio, all’architetta responsabile del verde pubblico nel Comune di Ravenna “se sono in corso attività che prevedano il possibile abbattimento di parte o della totalità di queste alberature” e “nel caso, copia delle valutazioni tecniche che ne dimostrassero l’indispensabilità, anziché l’eventuale messa in sicurezza”. Qualcosa non ha funzionato perché non ho ricevuto risposta, a norma di regolamento, entro cinque giorni lavorativi. Venuto perciò a conoscenza che nel frattempo è stato abbattuto un pino in via Molfalcone ed un altro in via Renato Serra, il 6 agosto ho preteso chiarimenti, che mi sono pervenuti ieri, 7 agosto, dal dirigente del servizio Ambiente. Premesso che le alberature devono essere abbattute solo se vengono valutate di classe D (pericolo imminente di crollo), non ancora se di classe C (riduzione non grave del fattore di sicurezza naturale), questa è stata la risposta:
- “Via Monfalcone. Nel mese di giugno 2025 sono state eseguite le valutazioni sui 13 pini presenti, di cui uno è stato classificato in classe D ed abbattuto il 21 luglio (si allega scheda di valutazione). Non sono necessari per il momento ulteriori abbattimenti. (La mia richiesta inevasa era stata del 17 luglio, nda).
- Via Renato Serra. Nel mese di aprile 2025 sono state eseguite le valutazioni sui 9 pini presenti che sono stati classificati tutti in classe C, compreso quello abbattuto poi all’incrocio di via Pascoli. Pertanto saranno sottoposti a nuova verifica ogni anno. In merito a tale abbattimento, si comunica che nella serata di venerdì 1° agosto abbiamo ricevuto la segnalazione di un cittadino, accompagnata da foto, che mostravano un sollevamento dell’apparato radicale ed una vistosa inclinazione della pianta verso via Pascoli. Dalle foto, è emerso un evidente aumento dell’inclinazione della pianta e uno scollamento dell’apparato radicale. Vista la previsione di temporali previsti per la giornata successiva, che ne avrebbero potuto appesantire la chioma, creando un pericolo per la circolazione e la pubblica incolumità, dopo essermi confrontato con i tecnici di Azimut, ne ho ordinato l’abbattimento per le mattinata successiva dove ho potuto constatare personalmente lo stato dell’apparato radicale. Si allegano in merito le foto della pianta che mostrano gli evidenti segni di scollamento dell’apparato radicale alla base”.
Approfondiremo l’accaduto e vigileremo, comunque, perché le alberature non di classe D siano assistite con manutenzioni e interventi di bonifica adeguati, che ne mantengano e/o ne rafforzino le condizioni di sicurezza, evitando che degradino verso l’abbattimento. Invochiamo che, al posto dei pini abbattuti siano piantati dei pini giovani. Perché quanto sopra sia possibile e come, oltreché molto più conveniente, non lo ripetiamo, avendolo dimostrato più volte, supportati dai pareri e dagli insegnamenti degli esperti più autorevoli che esistano, in materia di scienza dei pini, in Italia ed oltre.”
Alvaro Ancisi























































