“Martedì prossimo 29 luglio, alle ore 15.30, l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani risponderà all’interrogazione question time di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, “Sui 39 pini non ancora uccisi a Lido di Savio in viale Romagna” . Il comitato di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”, con cui Ancisi ha condiviso anche questa iniziativa, ha annunciato la sua presenza. Di seguito l’estrema sintesi dei fatti trattati.

Quando, il 30 dicembre 2023, la giunta de Pascale annunciò di avere approvato, due giorni prima, l’ultimo stralcio del Parco Marittimo esteso a Lido di Savio, tramite cui “all’insegna della valorizzazione degli elementi naturali di qualità paesaggistica”, avrebbe effettuato la “riqualificazione di viale Romagna”, nulla fece intendere che si volessero abbattere, come poi si è visto, 62 dei 72 meravigliosi e floridi pini di Lido di Savio, caratteristici del suo viale principale. Il progetto non prevedeva però, e non ha previsto fino ad oggi, alcuna indispensabile valutazione e certificazione delle condizioni biologiche, fitosanitarie e fitostatiche dei pini, né della loro pericolosità e rischio di cedimento, che avrebbero dovuto, eventualmente, legittimarne la soppressione.

A seguito di una petizione, con quasi 3000 firme raccolte, il Comune aveva però “concesso” di sottoporre questi pini a prove di trazione, nonostante queste vengano eseguite solo su alberi le cui condizioni appaiano a vista molto critiche, mai riscontrate sui pini di viale Romagna. Ed ecco che una relazione, commissionata dal Comune all’agronomo Giovanni Morelli, ha invece stabilito che di 15 alberi sottoposti a prove di trazione, dopo mezzo secolo in cui non avevano dato problemi, 10 erano diventati a rischio di crollo imminente, e gli altri 5 quasi. I cittadini hanno sottoposto tali prove a verifica presso il loro inventore, l’ing. Lothar Wessolly di Stoccarda, da cui è risultato che il parametro usato per valutare l’azione del vento non è stato quello prescritto. Gli alberi sono stati infatti valutati come se fossero esposti in campo aperto, sottoposti a venti provenienti da tutte le direzioni, essendo invece ampiamente protetti da una doppia cortina di alti edifici. Col giusto coefficiente indicato dall’ing. Wessolly sarebbero stati nella massima condizione di sicurezza, mentre invece i 10 pini in questione, che durante le recenti violente allerte meteo non avevano destato la minima preoccupazione, sono stati abbattuti il 17 luglio.

Di qui gli interrogativi posti dal question time. Il Comune di Ravenna aveva affidato all’agronomo Morelli, per 23 mila euro, 20 prove a trazione su altrettanti pini. Ne sono state fatte solo 15. Le altre 5 quando saranno effettuate? Verrà usato il parametro di vento indicato dall’inventore delle prove stesse per il caso specifico di Lido di Savio (0.32), oppure quello molto peggiorativo (0.16) scelto per le prove che hanno giustiziato 10 pini? Se il Comune ha deciso di rinunciarvi, perché, pur essendo talmente significative da aver decretato la morte di quei pini, ora non servono più? Infine la domanda cruciale: che ne sarà dei 39 pini rimasti in piedi, rispetto all’“apertura” preelettorale verso i cittadini annunciata con enfasi dal Comune a seguito della petizione? Verranno mantenuti, o abbattuti d’ufficio senza nemmeno sottoporli ad alcuna valutazione?

Va da sé che la vicenda delle 20 prove di trazione, poi diventate inspiegabilmente 15, messe in campo con soldi pubblici e con modalità ed effetti inquietanti, resta una delle pagine più grottesche e sconvolgenti della vicenda Parco Marittimo/Lido di Savio, a cui dovrà essere la giunta Barattoni a dare risposta.”