“Occorre fare chiarezza sulla “riclassificazione di un’area compresa nel perimetro del Parco Delta del Po, in provincia di Ravenna, e sulla regolarità procedimentale della compravendita tra due società immobiliari”.

L’area è quella Ortazzo-Ortazzino e Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde, vuole sapere dalla giunta “se, al fine di garantire un livello di tutela più stringente, non ritenga necessario verificare se, come sembra, ci siano i presupposti per riclassificare tale area, attualmente zona C, in zona B, dunque con livelli di protezione più elevati, dato che negli ultimi più di 50 anni di totale abbandono l’area si è trasformata, assumendo le medesime caratteristiche ambientali della zona adiacente e ricostituendo gli ecosistemi naturali”. La consigliera, poi, chiede alla Regione “se non ritenga opportuno esaminare nel dettaglio la regolarità procedimentale della compravendita tra due immobiliari dei 500 ettari oggetto della presente interrogazione”. Infine, se il provvedimento risultasse impugnabile, domanda se la giunta “non ritenga opportuno supportare l’Ente Parco nel compito di reperire le risorse necessarie per esercitare il diritto di prelazione dell’area oggetto della compravendita, così da garantirne la proprietà in mani pubbliche”.

La consigliera Zamboni ricorda che i 500 ettari venduti “presentano al loro interno tre zone (A,B e C) con protezioni differenti e via via meno stringenti: 71 ettari sono in zona A, denominata ‘a protezione integrale’, 340 ettari in zona B, denominata ‘a protezione generale’, e 72 ettari in zona C, denominata a ‘protezione ambientale’, nella quale il grado di tutela è meno forte che nelle zone A e B”. In questi anni, conclude la capogruppo verde, è stata più volte sollecitata la giunta a promuovere un “percorso istituzionale tra le Regioni Emilia-Romagna e Veneto, con il coinvolgimento del ministero competente, per arrivare all’istituzione del Parco unico del Delta del Po”. La gestione unitaria “e l’assegnazione di maggiori risorse e personale consentirebbero, infatti, di agire sulla base di una visione e di una progettualità coordinate e di più ampio respiro per garantire un habitat unico al mondo, da preservare e da ampliare ulteriormente con l’acquisizione di aree limitrofe a quelle attualmente destinate a parco”.