“Sta navigando verso Ravenna la nave tedesca ONG Solidaire, con a bordo immigrati clandestini, che arriverà tra sabato e domenica.
Si tratta della stessa Solidaire che fu premiata dal sindaco Barattoni il 20 giugno 2025, insieme ad altre ONG impegnate nel trasporto di migranti in Italia.
Eppure, solo due mesi dopo e cioè il 23 agosto 2025, aveva assicurato ai ravennati: “Stop sbarchi a Ravenna finché non ci ascolteranno”. Una dichiarazione che appare quantomeno contraddittoria, dal momento che un sindaco non ha i poteri per impedire gli sbarchi delle navi ONG, competenza che spetta al Governo nazionale.
Proprio per questo, nella seduta del Consiglio comunale del 14 ottobre 2025, la Lista Civica La Pigna aveva presentato una proposta che impegnava il sindaco a interloquire con il Governo per ridurre gli sbarchi a Ravenna. Una proposta che fu però bocciata da un’alleanza formata da Pd-Fratelli d’Italia, sostenuta da Forza Italia, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Verdi Sinistra, Viva Ravenna, Progetto Ravenna, Ama Ravenna, Movimento 5 Stelle.La contraddizione emerge ancora più chiaramente se si guarda a quanto accaduto poche settimane prima. Il 20 giugno 2025, appena eletto sindaco e senza informare i consiglieri comunali, Barattoni ha consegnato nella sala del Consiglio comunale – la sala di tutti i ravennati – il premio Intercultura 2025 – Città di Ravenna alle ONG che organizzano il trasporto di migranti in Italia e a Ravenna. In quell’occasione furono premiate Emergency, Open Arms, ResQ, MSF Geo Barents, Mediterranea Saving Humans, SOS Méditerranée, Sea-Watch e Solidaire, fornendo un chiaro segnale politico di sostegno a tali attività.
Proprio quella Solidaire che ora è diretta verso Ravenna per un nuovo sbarco. Nella stessa occasione, il sindaco dichiarò che Ravenna “continuerà a fare la propria parte, perché crede nell’inviolabilità della dignità di ogni persona”, parole che appaiono in evidente contrasto con la promessa dell’“ultimo sbarco” pronunciata in occasione del ventiquattresimo arrivo in città.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento: poche settimane prima, il sindaco Barattoni aveva prorogato di tre anni i centri per minori stranieri non accompagnati e i centri per adulti, strutture che, secondo diverse segnalazioni, hanno creato problemi di sicurezza a Ravenna.
Si tratta, in realtà, di una linea politica già espressa in passato. Era, infatti, il 2018 quando Barattoni, da segretario provinciale del PD, protestava assieme all’allora sindaco De Pascale per mantenere il porto di Ravenna aperto e consentire l’attracco delle navi con migranti a bordo.
In quell’occasione arrivò ad affermare, rivolto ai ravennati:
“Siamo cittadini del mondo, nessuno sceglie il posto dove nascere: ricordatevi che quando siete nati non avete potuto scegliere in quale Paese del mondo venire alla luce. Non avete scelto di nascere in Italia, è stata una condizione che non vi siete guadagnati.”
Una posizione politica che, alla luce dei fatti, sembra proseguire ancora oggi.Tra promesse di stop agli sbarchi e premi alle ONG, la linea del sindaco appare sempre più contraddittoria. E a pagare il prezzo di questa confusione politica sono, come sempre, i Ravennati.”
Si tratta della stessa Solidaire che fu premiata dal sindaco Barattoni il 20 giugno 2025, insieme ad altre ONG impegnate nel trasporto di migranti in Italia.
Eppure, solo due mesi dopo e cioè il 23 agosto 2025, aveva assicurato ai ravennati: “Stop sbarchi a Ravenna finché non ci ascolteranno”. Una dichiarazione che appare quantomeno contraddittoria, dal momento che un sindaco non ha i poteri per impedire gli sbarchi delle navi ONG, competenza che spetta al Governo nazionale.
Proprio per questo, nella seduta del Consiglio comunale del 14 ottobre 2025, la Lista Civica La Pigna aveva presentato una proposta che impegnava il sindaco a interloquire con il Governo per ridurre gli sbarchi a Ravenna. Una proposta che fu però bocciata da un’alleanza formata da Pd-Fratelli d’Italia, sostenuta da Forza Italia, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Verdi Sinistra, Viva Ravenna, Progetto Ravenna, Ama Ravenna, Movimento 5 Stelle.La contraddizione emerge ancora più chiaramente se si guarda a quanto accaduto poche settimane prima. Il 20 giugno 2025, appena eletto sindaco e senza informare i consiglieri comunali, Barattoni ha consegnato nella sala del Consiglio comunale – la sala di tutti i ravennati – il premio Intercultura 2025 – Città di Ravenna alle ONG che organizzano il trasporto di migranti in Italia e a Ravenna. In quell’occasione furono premiate Emergency, Open Arms, ResQ, MSF Geo Barents, Mediterranea Saving Humans, SOS Méditerranée, Sea-Watch e Solidaire, fornendo un chiaro segnale politico di sostegno a tali attività.
Proprio quella Solidaire che ora è diretta verso Ravenna per un nuovo sbarco. Nella stessa occasione, il sindaco dichiarò che Ravenna “continuerà a fare la propria parte, perché crede nell’inviolabilità della dignità di ogni persona”, parole che appaiono in evidente contrasto con la promessa dell’“ultimo sbarco” pronunciata in occasione del ventiquattresimo arrivo in città.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento: poche settimane prima, il sindaco Barattoni aveva prorogato di tre anni i centri per minori stranieri non accompagnati e i centri per adulti, strutture che, secondo diverse segnalazioni, hanno creato problemi di sicurezza a Ravenna.
Si tratta, in realtà, di una linea politica già espressa in passato. Era, infatti, il 2018 quando Barattoni, da segretario provinciale del PD, protestava assieme all’allora sindaco De Pascale per mantenere il porto di Ravenna aperto e consentire l’attracco delle navi con migranti a bordo.
In quell’occasione arrivò ad affermare, rivolto ai ravennati:
“Siamo cittadini del mondo, nessuno sceglie il posto dove nascere: ricordatevi che quando siete nati non avete potuto scegliere in quale Paese del mondo venire alla luce. Non avete scelto di nascere in Italia, è stata una condizione che non vi siete guadagnati.”
Una posizione politica che, alla luce dei fatti, sembra proseguire ancora oggi.Tra promesse di stop agli sbarchi e premi alle ONG, la linea del sindaco appare sempre più contraddittoria. E a pagare il prezzo di questa confusione politica sono, come sempre, i Ravennati.”
Veronica Verlicchi (La Pigna)





























































