Il Consorzio Solco Ravenna cresce e chiude un 2022 con un bilancio positivo e in equilibrio, dimostrando la solidità della compagine e dando sicurezza e stabilità alle cooperative associate e ai servizi di welfare erogati su tutto il territorio romagnolo.

“Il nostro Consorzio ha mantenuto il suo ruolo di elemento di stabilità e sicurezza per le cooperative associate e di strumento utile per gestire i servizi e fare innovazione – commenta il presidente di Solco Ravenna Antonio Buzzi -. Abbiamo registrato alcune difficoltà congiunturali che hanno portato criticità molto serie per il nostro settore e che le cooperative sociali si troveranno ad affrontare anche nei prossimi anni”.

 

I numeri del Consorzio Solco Ravenna
Il Consorzio chiude un bilancio 2022 con 46.300.000 euro di fatturato, in crescita rispetto al 2021 quando era di 40.400.000 euro, e le persone raggiunte con i servizi di welfare erogati sono circa 4000.  “Il bilancio è positivo – commenta il direttore Giacomo Vici – e la compagine è aumentata ancora con l’ingresso nel 2022 di una nuova associata: la cooperativa Solidarietà Intrapresa e la cogestione del Complesso Sacro Cuore di Castiglione di Ravenna. Oggi le cooperative associate a Solco Ravenna sono 21 (nel 2023 si sono aggiunte anche l’Oasi di Cesena e Il Millepiedi di Rimini) e provengono da tutte le province della Romagna, dando al Consorzio una dimensione di area vasta. Le persone socie delle cooperative e impegnate nell’erogazione dei servizi con diverse mansioni e professionalità sono circa 1600”.
“Le dimensioni consortili sempre più pienamente allargate al perimetro della Romagna – continua il presidente – lasciano intendere che il Consorzio sarà ingaggiato nei prossimi anni a un confronto di area vasta con tutte le istituzioni, proponendo come ha sempre fatto, il proprio modello di intervento: un modello a rete pensato per costruire attorno al cittadino e ai suoi caregiver il complesso di servizi e sostegni di cui hanno bisogno per vivere una vita autonoma e dignitosa”.

Sfide e criticità del settore
Il 2022 è stato l’anno in cui alcune criticità del settore dei servizi socio-sanitari già presenti sono diventate più strutturali mettendo a repentaglio la stabilità di molte cooperative sociali.
“Lo scorso anno con l’aumento dei costi di gestione dovuti all’inflazione è diventato lampante il grave disallineamento tra i costi di produzione dei servizi e i ricavi conseguenti, soprattutto quando si tratta di servizi pubblici – continua Buzzi -. I gestori di questi servizi, molto spesso cooperative sociali, sono andati in perdita. Urge un adeguamento delle tariffe riconosciute per questi servizi e sono in atto diverse trattative a livello regionale, nazionale e locale per scongiurare una crisi del settore del welfare e trovare un nuovo equilibrio”.
L’altra grande difficoltà del comparto diventata emergenza è il reperimento delle professionalità necessarie per mantenere la qualità dei servizi esistenti. “Mancano oss, infermieri, medici ed educatori – prosegue Buzzi -. È un dato oggettivo che con il Covid è diventato ancora più lampante. Tra le cause di questo fenomeno c’è sicuramente la bassa remunerazione di queste professioni come previsto dai contratti nazionali. I giovani non le prendono in considerazione per la propria carriera lavorativa perché vedono le difficoltà di costruirsi un futuro con le retribuzioni attuali. Noi siamo assolutamente favorevoli affinché queste professioni ricevano la giusta remunerazione e stiamo lavorando insieme alle nostre associazioni di rappresentanza in tutti i tavoli decisionali, al fianco dei sindacati. Questa sfida deve portare necessariamente a una valutazione su tutto il sistema del welfare, perché adeguare gli stipendi vuol dire aumentare ancora il costo dei servizi, un costo che le cooperative sociali non possono più continuare a gestire da sole. Questo del movimento cooperativo è un grido di allarme che merita un ascolto e una risposta da parte delle istituzioni”.

Il 2023
“L’anno in corso è l’anno del consolidamento dei nuovi servizi avviati nel 2022, della collaborazione con le nuove associate al Consorzio e dell’avvio dei percorsi di aggiornamento dell’accreditamento regionale che è in scadenza nel 2024 e sui quali stiamo già lavorando – aggiunge Giacomo Vici -. Siamo, inoltre, impegnati nella gestione delle conseguenze dell’alluvione del mese di maggio che ha duramente colpito alcuni nostri servizi, per i quali sono state trovate soluzioni alternative in attesa di rientrare alla normalità. L’alluvione ha però portato anche tanta solidarietà: in primis dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici, che hanno dimostrato ancora una volta grande professionalità e attaccamento al proprio lavoro, e in secondo luogo delle persone e delle istituzioni che ci hanno aiutato in vari modi, spalando fango, donando materiali e con donazioni economiche. A tutte queste persone vanno i nostri più grandi ringraziamenti”.