“Ravenna in Comune aderisce alla proposta di legge di iniziativa popolare perché sia riconosciuto il reato di omicidio sul lavoro. Ciò che emerge come agghiacciante, nella strage di Brandizzo, non è che la denuncia di una normalità che non dovrebbe essere tale. In Italia muoiono quotidianamente lavoratrici e lavoratori perché la loro vita e la loro integrità non valgono abbastanza da essere anteposte allo sfruttamento capitalistico senza freni. Le conseguenze di un lavoro in sicurezza comporterebbero minore produttività e maggiori costi diretti e indiretti in capo al padrone. Le conseguenze di un lavoro insicuro non ricadono mai invece sul padrone effettivo. Sicuramente colpiscono le vittime nella loro salute anche quando sopravvivono. Le conseguenze di carattere penale si fermano a qualche manager, molto raramente, e ai colleghi di lavoro, più frequentemente. Come se i lavoratori complottassero tra loro per uccidersi a vicenda al solo scopo di arricchire il padrone!

Questa settimana USB, che assieme Rete Iside e ad altre forze politiche e sociali, ha lanciato la raccolta firme, ha programmato azioni di sostegno al raggiungimento dell’obiettivo. Poiché però la maggior parte dei banchetti organizzati più vicini si trovano a Bologna, per chi non vi si può recare invitiamo a sottoscrivere online a questo indirizzo dove sono disponibili tra i materiali anche il testo integrale della proposta legislativa: https://leggeomicidiosullavoro.it/

Come abbiamo detto, “non sopportiamo più di sentire vuote retoriche ripetitive parole di finta condanna rammarico lutto”, ed ancor meno lo tolleriamo da chi potrebbe fare qualcosa invece di parlare a vuoto e deliberatamente non lo fa. Parliamo di chi ricopre o ha ricoperto posizioni nel Governo o nel Parlamento o nella Magistratura. Ma non tolleriamo neanche che chi ricopre o ha ricoperto posizioni nelle Istituzioni locali o nel Sindacato o negli Enti preposti si rapporti in via normale con padroni che mettono a rischio giornalmente la vita di lavoratrici e lavoratori.

Nei luoghi di lavoro gli “incidenti” non esistono e, sino ad oggi, gli assassini sono sempre rimasti in libertà. L’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime alle lavoratrici ed ai lavoratori sarebbe un importante passo nella giusta direzione”.

 

Ravenna in Comune