“Oggi, 30 ottobre, attracca alla nuova banchina realizzata davanti alla Fabbrica Vecchia la Ocean Viking. Una banchina sempre vuota, senza la possibilità di realizzare alcun punto di primo soccorso, a cui questa volta è stata dirottata perché il molo crociere dove aveva attraccato le altre due volte era occupato. Per una strana coincidenza la nave da crociera arrivata ieri e che ripartirà oggi ha un nome molto simile: Viking Venus. Ha 473 cabine passeggeri. La compagnia di navigazione la descrive così: “Oltre alle cabine, dotate ognuna di balcone privato, la nave presenta anche spaziose suite con ampie viste, due piscine, di cui una a sfioro posizionata a poppa della nave, nonché un’area wellness progettata secondo la filosofia del benessere tipico dei paesi nordici, con sauna e grotta di neve”. Questo è il tipo di immagine che viene evocato quando alcuni politicanti che speculano sulle sofferenze altrui parlano di taxi del mare e di viaggi organizzati per descrivere le rotte marittime percorse dalle precarie imbarcazioni dei migranti. Ma questa, appunto, è la descrizione di una nave da crociera, non del viaggio dei migranti privi di qualunque possibilità di viaggiare lungo rotte regolari in quanto la fortezza Europa e l’Italia non le prevedono.

Per fare un po’ di chiarezza, riportiamo di seguito le comunicazioni fornite dagli operatori di SOS Mediterranée (Lucille Guenier) dal momento del primo salvataggio:

Martedì 24 ottobre h. 19.28: «La OceanViking ha salvato 29 persone da una barca in vetroresina non adatta alla navigazione in acque internazionali al largo della Libia a seguito di un allarme diramato da Watch The Med – Alarm Phone confermato successivamente da Seabird. Dopo aver trascorso otto ore in mare i sopravvissuti sono esausti. Sono ora presi in mano dalle squadre di SOS Mediterranée France e della International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies».

Mercoledì 25 ottobre h.13.08: «Ieri, alla Ocean Viking è stato assegnato il porto di Ravenna per lo sbarco dei 29 presi a bordo. Poco dopo, le autorità italiane ci hanno chiesto di cercare una nave in difficoltà segnalata dall’aereo Seabird nella zona maltese di Ricerca e Salvataggio (in acque internazionali). La nostra squadra ha cercato invano la nave per ore. L’ITMRCC (Centro Coordinamento Soccorso Marittimo Italia) ci ha poi imposto di raggiungere il porto di Ravenna, che dista 1.613 km dalla nostra posizione. Risultato: altri sei giorni di navigazione che priveranno l’OceanViking di ogni possibilità di ricerca e soccorso di donne, uomini e bambini in difficoltà nel Mediterraneo centrale».

Venerdì 27 ottobre h.18.15: «La scorsa notte, la OceanViking ha evacuato 18 persone da una nave in difficoltà nella zona maltese di Ricerca e Salvataggio. La piccola barca sovraccarica e totalmente inadatta alla navigazione ha dovuto essere riparata dal mare grosso per 20 ore da una nave mercantile. Conformemente al diritto marittimo, abbiamo informato le autorità competenti in ogni fase del salvataggio. I sopravvissuti erano terrorizzati ed esausti. Molti sono scoppiati in lacrime una volta a bordo della nostra nave. Hanno trascorso quasi tre giorni in mare mosso. Le squadre di SOS Mediterranée France e IFRC si stanno occupando dei 47 sopravvissuti a bordo della OceanViking mentre ci dirigiamo verso Ravenna».

Domenica 29 ottobre h.18.33: «Una testimonianza: “Dovevo imbarcarmi su un grande peschereccio, che avrebbe portato circa 900 persone. Non potevo salire a bordo perché eravamo troppi, non c’è stato posto per me, ma uno dei miei amici è invece riuscito a salire a bordo. Poi il peschereccio è affondato davanti a Pilos in Grecia. Il mio amico è morto in quel naufragio”. Lo riporta Khaled, un siriano di 15 anni, fuggito dalla città di Deraa, nella Siria devastata dalla guerra, nella speranza di un futuro migliore. Ha tentato di fuggire dalla Libia otto volte attraverso il Mediterraneo. Nel suo ultimo tentativo, è stato salvato dagli equipaggi di SOS Mediterranée France. È uno degli 11 minori non accompagnati a bordo della Ocean Viking».

Secondo il progetto Missing Migrants, dal 1° gennaio 2014 sino ad oggi sono state 28.196 le persone che, tra morti e dispersi, sono sparite nel Mediterraneo. Sarebbero questi i “viaggi organizzati” dei “taxi del mare”? Ravenna in Comune lo ha già detto: «Chi migra non è un criminale ma una vittima, una persona generalmente ingannata, derubata e violata. Ravenna in Comune è solidale con tutte le vittime, attualmente trattenute contro la loro volontà nei Paesi europei e non, che vorrebbero raggiungere la destinazione del loro viaggio. Salutiamo con affetto quanti sono riusciti a rientrare nel loro Paese di provenienza dopo essersi affrancati da chi aveva approfittato della loro necessità di migrare. Piangiamo assieme alle loro famiglie quanti sono ancora in prigionia o stanno subendo le sofferenze del lungo viaggio o hanno visto la loro vita spegnersi in una delle tappe divenuta meta finale. Siamo felici che siano giunti dove volevano coloro che volevano arrivarci». Abbracciamo virtualmente tutte le 47 persone che questa volta sono riuscite ad arrivare a Ravenna, 23 di nazionalità siriana, 3 nord-sudanese, 3 egiziana e 18 bengalese. Benvenute.”