“Uno spettro si aggira per l’Italia: il lavoro povero.

Un esercito invisibile composto da circa 5 milioni lavoratori, che vivono o, meglio, sopravvivono con paghe orarie sotto i 10 euro lordi.

Tra questi ci sono i cuochi, i camerieri, i bagnini, le guardie giurate, gli addetti dei beni culturali privatizzati. Per gli imprenditori sono i giovani fannulloni, i furbetti del reddito di cittadinanza, i viziati a cui manca lo spirito di sacrificio. In realtà, sono fantasmi senza i quali la stagione del turismo, soprattutto quello balneare, non potrebbe esistere.

L’introduzione di un salario minimo di almeno 10 euro lordi l’ora, da noi lanciata da tempo, darebbe dignità anche ai lavoratori e alle lavoratrici del turismo.

L’industria delle vacanze ricordiamo vale, con il suo indotto, il 13% del Pil (190 mld di €) ma spesso diventa una giungla dove si fanno alti profitti ad appannaggio di pochi, sulle spalle di un esercito di lavoratrici e lavoratori sottopagati e spremuti come limoni, con turni massacranti e paghe da fame.

Il turismo e la ristorazione sono  tra i settori economici a più alto tasso di irregolarità, secondo quanto riportano i dati  dell’Ispettorato del Lavoro: 3 aziende su 4 risultano irregolari ai controlli.

Le storie reali – quelle che sui media non trovano spazio – raccontano di dipendenti costretti anche a 7 giorni su 7, 12 ore al giorno, senza diritto a ferie e malattia e per paghe da fame (in molti casi pagate in nero). Ma anche perché i CCNL applicati prevedono paghe basse, insufficienti per un’esistenza dignitosa: poco più di 7€ lordi per un aiuto cuoco, poco più di 8€ per un bagnino.

E proprio alla denuncia delle condizioni di lavoro del settore turistico, Il Partito della Rifondazione Comunista, Unione Popolare e Potere al Popolo hanno deciso di dedicare la seconda giornata di mobilitazione nazionale per il salario minimo.

Nel fine settimana del 14/15/16 luglio ci troverete nelle piazze di tutta Italia con dei flash mob e con i banchetti dove firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare, per chiedere al Parlamento di introdurre un salario minimo di almeno 10 euro lordi l’ora, agganciato all’inflazione.

10€ l’ora è il minimo per chi costruisce la vera ricchezza del nostro Paese: le lavoratrici e i lavoratori!”