Il Comune di Brisighella è ormai certo di perdere il riconoscimento di Comune montano. La riforma voluta dal ministro Calderoli non è ancora ufficiale, ma un elenco dei territori che conserveranno la specificità montana è già disponibile. Per la provincia di Ravenna, al momento, solo Casola Valsenio conserverà la peculiarità montana. Brisighella e Riolo Terme invece perderanno il riconoscimento e quindi le risorse di sostegno previste dallo Stato.
Il Partito Democratico di Brisighella commenta amaramente la vicenda: “Non è questione di etichette. È questione di soldi veri, di servizi concreti, di futuro per le nostre famiglie. L’esclusione dall’elenco ministeriale significa perdite tangibili.
Per i giovani brisighellesi: addio al Bonus Montagna 2025, i ragazzi under 41 non potranno più accedere al credito d’imposta per acquistare o ristrutturare la prima casa nel nostro Comune. I loro coetanei di Casola Valsenio e Modigliana, a pochi chilometri, sì.
Per i servizi essenziali: tagli al FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane), ovvero meno risorse per scuole, sanità di prossimità, manutenzione strade, prevenzione del rischio idrogeologico.
Penalizzazioni nei bandi: Brisighella perderà punteggi decisivi nei finanziamenti per turismo sostenibile e sviluppo rurale.
Per le imprese: le nostre microimprese e attività agricole montane saranno escluse dagli sgravi contributivi e dalla flat tax al 15% riservata a chi opera in montagna.
Il Pd critica gli amministratori locali: “Il paradosso è politico. La riforma che ha portato a questo declassamento è la Legge 131/2025 (cosiddetta Riforma Calderoli), approvata al Senato il 10 settembre 2025 anche con il voto favorevole della Senatrice Marta Farolfi, che ricopre contemporaneamente il ruolo di Vice Sindaca di Brisighella. In questo contesto, l’Ordine del Giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale solo pochi giorni fa assume il sapore di una vera e propria beffa. Quel documento, che impegnava formalmente la Giunta — e quindi la stessa Farolfi — a battersi contro il declassamento, si è rivelato una mossa di facciata utile solo a ripulirsi la coscienza davanti ai cittadini. Il fatto che Casola Valsenio e Modigliana siano riuscite a rientrare nell’elenco dimostra che con una reale determinazione politica Brisighella poteva essere tutelata”.
La motivazione tecnica dell’esclusione non deriva da una reale mancanza di caratteristiche montane, ma dall’applicazione di criteri oggi ritenuti “discutibili”. Brisighella paga paradossalmente la propria vastità territoriale: è uno dei Comuni più estesi d’Italia sotto i 15.000 abitanti e la porzione di territorio che si estende verso la pianura faentina abbassa l’altitudine media (parametro 3), probabilmente al di sotto della soglia dei 400 metri.
“Una soglia che non è una fatalità geografica, ma il risultato di criteri normativi che potevano e dovevano essere corretti” evidenzia il Pd.
“La montagna non si misura solo con un altimetro, ma con lo spopolamento, l’isolamento e la difficoltà di mantenere servizi essenziali. Le frazioni alte di Brisighella vivono le stesse condizioni di Modigliana e Casola Valsenio, ma oggi solo queste ultime beneficeranno degli aiuti statali.
Per questo rivolgiamo un appello alla Senatrice Farolfi e al Sindaco Pederzoli: mettano da parte le appartenenze politiche e avviino una battaglia istituzionale vera per modificare una riforma ingiusta e dannosa. Se decideranno di farlo, avranno al loro fianco tutti noi brisighellesi”.




























































