Domenica 15 febbraio alle ore 11 è in programma un presidio in Piazza della Libertà, a Faenza, contro la proposta di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale, approvata lo scorso 27 gennaio in Commissione Giustizia.
L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale promossa da D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, Non Una Di Meno e dalla campagna “No Sui Nostri Corpi”. A promuoverla sul territorio sono centri antiviolenza, realtà femministe e transfemministe, associazioni e organizzazioni sindacali dell’Unione della Romagna Faentina.
Al centro della protesta, la modifica proposta dal DDL, che – secondo le promotrici – eliminerebbe il riferimento esplicito al “consenso” sostituendolo con una formulazione ritenuta ambigua e in contrasto con la Convenzione di Istanbul. «Senza consenso libero, attuale ed esplicito è stupro», recita lo slogan della mobilitazione.
Secondo le organizzatrici, la modifica rappresenterebbe una scelta politica grave, capace di rafforzare la cultura dello stupro e la vittimizzazione secondaria, spostando l’attenzione dalla responsabilità dell’autore alla condotta di chi subisce violenza. L’esperienza dei centri antiviolenza, sostengono, evidenzia come i processi per violenza sessuale siano già complessi e dolorosi per le vittime, e che un intervento normativo non orientato al principio del consenso rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione.
La mobilitazione proseguirà con la manifestazione nazionale in programma a Roma il 28 febbraio 2026, per la quale sono in organizzazione pullman dai territori romagnoli, e culminerà nello sciopero transfemminista globale dell’8 e 9 marzo promosso da Non Una Di Meno.
L’iniziativa è promossa da Associazione SOS Donna ODV – centro antiviolenza dell’URF, Incontri di Genere, Riflessi, Rea – Collettivo di Genere Forlì, Prometeo – Arci Faenza, Sorelle – Festival della Figura Femminile, Fatti d’Arte – Associazione culturale e Arci Castel Bolognese.
Per adesioni è possibile scrivere a: info@sosdonna.com.





























































