Il Partito Democratico della Bassa Romagna esprime soddisfazione per le nuove linee guida adottate dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna in materia di tutela della retribuzione minima salariale negli appalti e subappalti pubblici.
A intervenire è il coordinatore d’area Davide Pietrantoni, che sottolinea come il contrasto al lavoro povero rappresenti una priorità politica e sociale. «Il lavoro povero – afferma – è una piaga del nostro Paese: crea ingiustizie, deprime le prospettive di crescita, blocca l’ascensore sociale e contribuisce al degrado del tessuto economico».
Secondo Pietrantoni, il Partito Democratico è impegnato da tempo in una battaglia nazionale per l’introduzione del salario minimo, proposta che sarebbe stata finora osteggiata dal governo e dalla maggioranza di centrodestra. «L’ostilità della destra – prosegue – non ha però fermato sindache e sindaci progressisti che, in tutta Italia, hanno adottato provvedimenti per garantire che non vi sia lavoro povero finanziato con soldi pubblici».
Vengono citati i casi dei Comuni di Napoli, Firenze e Genova, dove il salario minimo negli appalti pubblici è stato tra i primi atti della nuova amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis. Un riferimento anche alla legge regionale della Puglia, la cui applicazione è stata recentemente confermata dopo che la Corte Costituzionale, nel dicembre 2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso del governo contro la norma.
«Siamo orgogliosi – conclude Pietrantoni – che la Bassa Romagna si inserisca in un percorso virtuoso che coinvolge sempre più enti locali. Le nuove linee guida non hanno solo effetti concreti sui bandi, ma affermano anche un principio simbolico e culturale: il lavoro dignitoso deve essere una priorità. Finché il lavoro povero non verrà estirpato, non vi saranno concrete possibilità di crescita per il Paese. Non è solo una questione di equità e giustizia sociale, ma anche di sviluppo economico».






























































