Inaugurata la nuova sede della Biblioteca e dell’Archivio arcivescovile

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Inaugurata la nuova sede della Biblioteca e dell’Archivio arcivescovile in via don Angelo Lolli. L’ex cinema Roma ospita al piano terra la Biblioteca e la sala studio già aperta tutti i pomeriggi a studenti e ravennati; nel soppalco trova posto invece l’archivio con papiri e documenti che raccontano la storia del territorio e della Chiesa locale dal V secolo a oggi.
Il nuovo polo culturale si chiamerà “San Pier Crisologo”, dal nome del vescovo di Ravenna (433–450, teologo e dottore della Chiesa), “dalle parole d’oro”, capace di evangelizzare attraverso la cultura. Sugli scaffali i 70mila volumi della biblioteca diocesana che sono stati portati qui nell’ultimo anno di lavoro. Sono già una decina le prenotazioni ogni giorno degli studenti che cercano una sala studio. 32 i posti a disposizione ma per le normative Covid al momento i posti sono ridotti a 16 ed è necessaria la prenotazione sul sito della biblioteca. La sala studio è aperta, durante la settimana dalle 14 alle 19.
Un cantiere durato quasi sei anni, quello della Biblioteca e dell’archivio arcivescovile che oggi restituisce alla città, spiega il direttore don Lorenzo Rossini, “un luogo della memoria della nostra Chiesa che non vuole essere solo del passato o per addetti ai lavori, ma uno spazio di incontro, aperto alla comunità”.
“È stato un grande impegno per la nostra diocesi – ha spiegato l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, Monsignor Lorenzo Ghizzoni –. Abbiamo recuperato questo enorme patrimonio dell’Archivio e anche i testi più recenti della Biblioteca. L’obiettivo è offrire alla città una sala studio per i giovani studenti universitari ed entrare in dialogo con loro anche attraverso questo luogo. Fede e ragione cristianesimo e cultura, si possono arricchire a vicenda, come nel passato”.
La ristrutturazione e l’adattamento alla nuova funzione della sede di via don Angelo Lolli è costata 3 milioni e 200mila euro, finanziati in gran parte (circa 2milioni e 500mila euro) dall’Opera di religione e dalla diocesi, anche con fondi 8xmille. Ideatore e anima del progetto è stato Monsignor Guido Marchetti, economo e direttore dell’Opera di religione scomparso nel 2015 che ha contribuito alla sua realizzazione anche con suoi beni personali.