Ma voi lo sapete che qui a Bagnacavallo, in questo Teatro, voi avete l’anima del mondo? Questa piccola eco che si sente solo in questo punto piccolo della platea è l’anima del teatro e il teatro è l’anima del mondo”.

Con queste parole Giuliano Scabia, poeta e uno dei “padri fondatori del nuovo teatro italiano”, ha salutato il pubblico del TEATRO GOLDONI di BAGNACAVALLO in occasione dell’evento speciale, organizzato in collaborazione con La Bottega dello Sguardo, che l’ha visto protagonista del palcoscenico nella scorsa Stagione Teatrale. Quale prerogativa dei grandi poeti, Scabia è riuscito a rendere tangibile con poche parole la particolare magia che si respira ogni volta che si entra in questo piccolo gioiello architettonico e, allo stesso tempo, l’importanza che il Teatro Goldoni ha saputo conquistarsi nella considerazione degli Artisti, del pubblico e nell’ambito del Sistema Teatrale Nazionale.

Da molti anni, l’impegno congiunto dell’Amministrazione Comunale di Bagnacavallo e Accademia Perduta/Romagna Teatri ha fatto del Teatro Goldoni un luogo aperto e accessibile, vivo e vissuto da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.

Dal suo splendore architettonico (ricordiamo che il Goldoni è stato fotografato dal Maestro Hiroshi Sugimoto per la sua mostra personale “Le notti bianche”, esposta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino) – quest’anno ulteriormente amplificato da importanti lavori di ristrutturazione che porteranno anche alla riapertura del Ridotto – si è partiti per realizzare un “progetto Goldoni” rivolto all’intera comunità, tracciando percorsi artistici plurali e multiformi votati all’ospitalità di un ampio raggio di diverse espressioni dello spettacolo dal vivo e, con gli spettacoli realizzati da Accademia Perduta/Romagna Teatri, un Centro di Produzione di rilevanza nazionale e internazionale.

La Stagione Teatrale 2018/19 del Goldoni sarà un ulteriore passo nella direzione di questo “progetto” e porterà a Bagnacavallo importanti spettacoli, privilegiando un segno autorale spiccatamente contemporaneo: Warren Adler, Vitaliano Brancati, Vincenzo Manna, Davide Enia, Vahè Katcha e Furio Bordon tra gli altri. A calcare le assi del Goldoni arriveranno indiscussi, amati e popolari protagonisti delle scene italiane: Ambra Angiolini, Ornella Muti, Enrico Guarneri, Claudio Casadio, Davide Enia, Gianluca Ramazzotti, Geppi Cucciari, Massimo Dapporto, Teresa Mannino.

Ampia e altamente qualificata sarà come sempre l’offerta teatrale per le giovani generazioni, modulata sulle rassegne “Favole”, programmata la domenica pomeriggio, e Teatro Scuola nelle matinée feriali. Quest’ultima, in particolare, sarà per Accademia Perduta/Romagna Teatri l’occasione di presentare al “suo” pubblico alcuni suoi nuovi progetti come Abu sotto il mare di e con Pietro Piva, già vincitore di una menzione speciale al Premio Scenario Ustica e Patchwork di Cristina Cazzola e Carol Cassistat, una produzione internazionale realizzata dal Théâtre du Gros Mécano (Québec) e Associazione Segni d’Infanzia.

Grazie all’ormai consolidata collaborazione con Accademia Bizantina e Ottavio Dantone, la musica colta di “Bagnacavallo Classica” (rassegna che sarà dettagliatamente presentata prossimamente) sarà nuovamente protagonista al Goldoni, ampliando così l’offerta culturale per il pubblico.

Infine, per quanto riguarda lo stretto legame tra il Goldoni e la tradizione, torneranno le rappresentazioni in lingua vernacolare portate in scena da alcune delle più amate compagnie del territorio nei sabato sera invernali.

LA STAGIONE

L’inaugurazione della Stagione 2018/19 del Teatro Goldoni sarà affidata ad Ambra Angiolini e Matteo Cremon, interpreti principali di La guerra dei Roses di Warren Adler per la regia di Filippo Dini. Una commedia raffinata, comica e crudele. La storia narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, lei una moglie obbediente ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa. La loro benestante quotidianità si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei. Tutta la loro vita viene da lei reinterpretata, la sua presa di coscienza la sprona, con ferocia, a scagliarsi sul suo amato, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità (domenica 9 dicembre alle ore 21).

Ornella Muti e Enrico Guarneri saranno i protagonisti de La governante di Vitaliano Brancati. La vicenda è imperniata su Caterina Leher, governante francese assunta in casa Platania, famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma il cui patriarca, Leopoldo, ha sacrificato la vita di una figlia, morta suicida, ai pregiudizi della sua morale. Caterina è calvinista e viene considerata da tutti un modello d’integrità. Vive perciò segretamente la propria omosessualità, una “colpa” cui si aggiunge quella di aver attribuito a una giovane cameriera dei Platania le proprie tendenze, causandone il licenziamento… (mercoledì 9 gennaio alle ore 21).

Seguirà la “Prima” del ri-allestimento di La cena delle belve di Vahè Katcha, interpretato da Gianluca Ramazzotti, Maurizio Donadoni e Marianella Bargilli. Nell’Italia del 1943, durante l’occupazione tedesca, un gruppo di amici festeggia il compleanno di uno di loro, per staccare la mente dalle tragedie della guerra. La stessa sera vengono uccisi due ufficiali tedeschi ai piedi della loro palazzina e per rappresaglia la Gestapo decide di prendere due ostaggi in ogni appartamento. Il comandante tedesco dell’operazione riconosce nel proprietario dell’appartamento il libraio dal quale spesso compra delle opere, e per mantenere un singolare rapporto di cortesia avverte che passerà dopo a prenderli, lasciando loro la scelta dei due. Qui comincia La cena della belve in cui ognuno cercherà di salvare la propria pelle e davanti alla paura della morte l’amicizia cade tirando fuori il peggio di ogni persona… (domenica 20 gennaio alle ore 21).

Seguirà un nuovo spettacolo, impegnato in questa Stagione Teatrale nella sua prima tournée nazionale e frutto della co-produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri, Goldenart e Società per Attori: La Classe, un testo di Vincenzo Manna, interpretato da Claudio Casadio e un cast di giovani attori tra i quali Andrea Paolotti, Brenno Placido e Edoardo Frullini per la regia di Giuseppe Marini. Il dramma è ambientato ai giorni nostri, in una cittadina europea in forte crisi economica. Disagio, criminalità e conflitti sociali sono il quotidiano di un decadimento generalizzato che sembra inarrestabile. A peggiorare la situazione, appena fuori dalla città, c’è lo “Zoo”, uno dei campi profughi più vasti del continente. Alla periferia della cittadina c’è un Istituto Comprensivo specializzato in corsi professionali che avviano al lavoro. Albert, laureato in Storia, viene assunto all’Istituto Comprensivo nel ruolo di Professore Potenziato. Il Preside dell’Istituto gli dà subito le coordinate sul tipo di attività che dovrà svolgere: il corso non ha nessuna rilevanza didattica, serve solo a far recuperare crediti agli studenti che devono diplomarsi il prima possibile. Tuttavia, intravedendo nella loro rabbia una possibilità di comunicazione, Albert riesce a far breccia nel loro disagio… (lunedì 28 gennaio alle ore 21).

Un’altra nuova produzione, frutto della sinergia tra Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Stabile di Palermo e Accademia Perduta/Romagna Teatri sarà L’abisso di e con Davide Enia. L’attore palermitano ha tratto questo nuovo spettacolo dal suo romanzo Appunti per un naufragio (Sellerio Editore). Un quadro della Storia di oggi, tutt’ora in divenire, di fronte al mare di Lampedusa, in cui Enia dà voce, anche con i silenzi, a chi quella Storia la vede con i suoi occhi, la vive sulla sua pelle: pescatori, Guardie Costiere, residenti, medici, volontari. Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il complesso mosaico della più stretta attualità (lunedì 18 febbraio alle ore 21).

Seguirà Massimo Dapporto, protagonista di Un momento difficile. Testo inedito e mai messo in scena, di Furio Bordon, autore triestino conosciuto, apprezzato e rappresentato in Italia e all’estero, Un momento difficile racconta, con “profonda leggerezza” e con tagliente ironia, e per questo ancor più penetrante e dolorosa, i difficili istanti che precedono la morte della madre del protagonista. Chissà per quale strano meccanismo, si radica, in ogni uomo, la certezza che i genitori siano eterni; e non si è mai sufficientemente pronti e preparati alla loro partenza. Il momento difficile è l’ultimo istante insieme, è il momento del confronto con un vuoto che riempirà per sempre ogni giornata; perché c’è un momento in cui ogni figlio, figlio più non è (mercoledì 6 marzo alle ore 21).

Spazio poi all’irresistibile comicità di Teresa Mannino con lo spettacolo Sento la terra girare. “Vivo chiusa in un armadio, per mesi, anni. Un giorno decido di uscire, apro le ante e un piccolo raggio di luce artificiale mi acceca, esco e provo ad aprire gli occhi, li apro e leggo che il principe Harry si è sposato e che l’asse della terra si sta spostando. Mi butto stranamente sulla notizia meno glamour. Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando? Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti. Fuori dall’armadio scopro che il mondo va a rotoli. Decido di richiudermi nell’armadio, ma l’armadio non è più lo stesso, dentro quell’armadio sento la Terra girare…” (giovedì 28 marzo alle ore 21).

L’ultimo spettacolo in cartellone avrà per protagonista Geppi Cucciari con la pièce Perfetta, scritta e diretta da Mattia Torre con musiche originali di Paolo Fresu. Perfetta è un monologo che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Una donna che conduce una vita regolare, che come tutti noi lotta nel mondo (giovedì 4 aprile alle ore 21).

FAVOLE

Gli spettacoli della domenica pomeriggio per le famiglie saranno inaugurati da La gallinella rossa, una produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri realizzata dalla compagnia Tanti Cosi Progetti di Danilo Conti. Una fiaba classica, giunta fino ai giorni nostri senza mai sbiadire il proprio ascendente nell’immaginario dei bambini di tutto il mondo. Non soltanto il racconto picaresco in cui un giovane sfortunato la spunta sui ricchi e i potenti, ma una storia che suggerisce come la parte istintiva che alberga in ognuno di noi abbia il potere di stupire, emergere nei momenti di difficoltà e cambiare il corso della vita (27 gennaio alle ore 17).

Seguirà Moby Dick della compagnia I Guardiani dell’Oca, uno spettacolo liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Herman Melville. Moby Dick è una storia fatta di continui cambiamenti, di vele issate o ammainate, di lanterne dalla fioca luce e di legni vissuti del ponte di una nave in costante movimento nei colori del mare. È una storia avventurosa dai dialoghi intensi, comici e a volte poetici, una storia fatta di attori, pupazzi, sagome e ombre, che interagendo, nel gioco narrativo, cercano un delicato equilibro affabulatorio, capace di conquistare ogni attento ascoltatore (17 febbraio alle ore 17).

Il terzo e ultimo appuntamento in programma sarà Cappuccetto Rossa della compagnia bolognese La Baracca – Testoni Ragazzi. Un lupo e una bambina o una lupa e un bambino? Cosa importa, l’importante è vivere la storia che tutti noi conosciamo e che ci sorprende sempre. Una storia piena di luoghi misteriosi, dove la paura e il coraggio corrono insieme. Due attori in scena si raccontano la popolare fiaba, giocando ad interpretarne i personaggi e litigandosi il ruolo più ambito: quello del lupo (10 marzo alle ore 17).