Purtroppo dobbiamo prendere atto che anche questo inverno Lugo è rimasta priva di cinema. Un’assenza che pesa e che si traduce in un vero e proprio deserto serale di socialità e cultura.

Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine e perfino realtà più piccole come Riolo Terme e Casola Valsenio possono contare su sale cinematografiche funzionanti e frequentate. A Bagnacavallo, non di rado, capita persino di essere respinti per tutto esaurito. Lugo, che in passato disponeva di ben cinque sale e vantava una solida tradizione di cinema d’essai, oggi resta invece senza alcuna offerta cinematografica.

Eppure il pubblico non manca: lo dimostra chiaramente il successo della stagione estiva. Non si può pensare di supplire invitando i cittadini a spostarsi nei comuni vicini o verso Faenza, Imola o Ravenna. Serve un cinema di prossimità, raggiungibile in poco tempo, senza dover necessariamente utilizzare l’automobile.

Una città senza cinema è una città privata di una componente essenziale della cultura. Il cinema, infatti, riunisce in sé diverse forme d’arte e le rende accessibili a tutti. Qualche meritoria presentazione di libri o qualche mostra non è sufficiente, da sola, a qualificare la vita culturale di una comunità.

Con un teatro ancora da riaprire dopo l’alluvione e una buona stagione di musica invernale, spesso però rivolta a platee ristrette, Lugo rischia di perdere occasioni di aggregazione popolare. Una città con meno cultura è anche una città con meno socialità e, di conseguenza, meno sicura: più persone che escono la sera rendono gli spazi urbani più vivi e abitabili. Altro che militarizzazione.

Come Associazione Eco, negli anni passati abbiamo contribuito in modo volontario, insieme ad altri soggetti, a tenere vivo il cinema a Lugo anche in momenti di forte crisi. Oggi, in una fase in cui andare al cinema torna ad avere un significato e un valore, è necessario che la città si doti di una programmazione annuale, e non soltanto estiva.

Si attribuisce l’assenza del cinema ai ritardi nel completamento dei lavori dell’Auditorium. Una spiegazione comprensibile, ma non sufficiente: a Lugo esistono altre sale, come quella del Tondo, che potrebbero essere valorizzate. In ogni caso, non si pensi a una programmazione residuale o marginale, ma a un impegno reale per offrire alla città una forma d’arte colta e popolare allo stesso tempo.

L’auspicio è che dal prossimo autunno questa fondamentale opportunità di socialità e cultura possa tornare ad essere disponibile anche per Lugo.