CNA RAVENNA - ALLUVIONE, LA ROMAGNA VUOL RIPARTIRE.

Martedì 20 giugno la CNA di Ravenna ha ospitato un importante momento di confronto con rappresentanti di Provincia e Regione sul tema dell’alluvione e delle priorità per ripartire dopo la catastrofe. La sala, gremita di imprenditori e cittadini, ha ascoltato le parole di Matteo Leoni, Presidente della CNA Territoriale di Ravenna, del Dott. Castrese De Rosa, Prefetto di Ravenna, del Consigliere Provinciale delegato alle infrastrutture Nicola Pasi, degli Assessori della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini e Vincenzo Colla e del Presidente di CNA Emilia-Romagna Paolo Cavini. L’iniziativa è stata coordinata dal Direttore Generale della CNA Territoriale di Ravenna, Massimo Mazzavillani. Durante l’iniziativa si è tenuto anche un momento di riconoscimento ai Comuni della Provincia di Ravenna, alla Regione Emilia-Romagna e al Prefetto per il loro impegno e gli sforzi profusi nella gestione dell’emergenza.

“I danni riportati dal territorio sono ingenti – dichiara Matteo Leoni Presidente CNA Ravenna – hanno sconvolto imprese e famiglie. Le imprese colpite in Romagna sono potenzialmente 14.000, solo quelle associate a CNA Ravenna sono 268 di cui il 35% ha subito danni gravi, con una prima stima di danni che ammonta a circa 70 milioni di euro, senza contare i mancati fatturati. Inoltre, abbiamo già attivato 190 casse integrazioni, per 1.790 dipendenti e 46.000 ore. Per noi ci sono quattro priorità su cui lavorare: la messa in sicurezza idraulica del territorio, un piano straordinario per la ricostruzione della collina; aiuti per la ripartenza e risorse a famiglie e imprese e la nomina di un commissario straordinario alla ricostruzione con poteri straordinari e risorse adeguate. Siamo speranzosi sul mantenimento dell’impegno della Presidente Meloni sull’obiettivo 100% risarcimenti ma il ritardo su commissario e le recenti dichiarazioni sono preoccupanti. Non possiamo essere abbandonati. Speriamo si ritrovi lo spirito positivo di collaborazione dei primi giorni. Saremo al fianco di tutte le Istituzioni, di qualsiasi colore, per sostenere le nostre imprese”.

Ha, poi, preso la parola il Prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa: “Siamo nel pieno della fase più critica, quella della ricostruzione. Nella prima fase, quella dell’emergenza, abbiamo dimostrato di essere riusciti a lavorare bene e con efficacia: le evacuazioni preventive e le tante azioni strategiche messe in campo hanno scongiurato una catastrofe molto più grave. Ora servono aiuti in tempi rapidi: la querelle sul commissario non è utile, occorre arrivare a una decisione in tempi brevi perché la Romagna, pur essendo resiliente, da sola non può farcela. C’è il rischio di spopolamento delle aree collinari e che le imprese non ripartano. Mi farò portatore al Governo centrale delle vostre istanze e le vostre preoccupazioni”.

“La prima cosa da fare è ripristinare il sistema degli argini e reticoli secondari – ha esordito Nicola Pasi, in rappresentanza della Provincia di Ravenna – i lavori sono già partiti e in alcuni casi anche conclusi, ma questa è solo una prima parte del lavoro di ripristino che deve completarsi entro la fine dell’estate. Non possiamo limitarci a ripristinare la situazione precedente, dobbiamo studiare un sistema nuovo che tenga in grande considerazione la collina, progettare interventi diffusi su tutto il territorio per poter gestire queste situazioni.

Questi primi interventi, insieme agli aiuti ai cittadini, hanno già utilizzato tutte le risorse stanziate dal Governo con il Decreto Alluvione, molte sono state anticipate dalle Amministrazioni, in particolare per i primi interventi sulla viabilità sia di collina sia di fondovalle. Servono risorse e procedimenti che permettano di essere veloci ed efficaci, come si è fatto fino ad ora grazie alle procedure di massima urgenza. Per questo è prioritario che sia nominato il Commissario alla ricostruzione: per mettere in campo risorse importanti e procedure certe e rapide, senza eccessive lungaggini burocratiche”.

“In questo momento ci sentiamo soli – ha proseguito l’Assessore alla Mobilità e Trasporti, Infrastrutture, Turismo e Commercio della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini – perché, dopo i primi interventi del Governo, siamo stati abbandonati. Siamo preoccupati perché la nomina del commissario sta diventando una questione politica. È ora di smettere di fare melina e di nominare, oltre al commissario, un’intera struttura per la gestione dell’emergenza. Il commissario serve per individuare priorità e guidare gli interventi”.

Corsini ha, poi, fatto un passaggio sul turismo: “le imprese turistiche lungo la costa non hanno subito danni materiali, ma hanno risentito dalla copertura mediatica dell’evento. Quando la situazione lo ha permesso abbiamo attivato campagne di comunicazione a sostegno del turismo. All’inizio ci sono state molte disdette sull’onda delle prime notizie e immagini, ma oggi la situazione è migliorata: la stagione sta ripartendo e, nonostante il mese perso, è ancora lunga”.

In seguito, è intervenuto Vincenzo Colla, Assessore allo Sviluppo Economico e Green Economy, Lavoro, Formazione e Relazioni Internazionali
della Regione Emilia-Romagna: “Siamo di fronte a uno scenario inedito dal punto di vista di quanto è avvenuto e di come si sta gestendo l’emergenza. La discussione con il Governo non verte solo sulle cifre, ma sul far capire la reale dimensione economica del disastro. Il Decreto Alluvione è stato una prima risposta in particolare per il lavoro dipendente, ma ha due vuoti evidenti: da un lato le famiglie, che hanno bisogno di piccole somme immediate che fungano da risorse ponte per arrivare a operazioni più strutturate e certificate dal Governo, in secondo luogo sulle imprese, con le stesse modalità ma cifre ovviamente più significative. Serve come per il terremoto un’operazione strutturata con Cassa Depositi e Prestiti per garantire il flusso di liquidità ad una struttura commissariale e stanziamenti anche dilazionati da parte del Governo. Servono prime risorse per predisporsi a ripartire perché, se non arriviamo nei tempi giusti diverse imprese decideranno di chiudere. L’area colpita dall’alluvione è caratterizzata da piccole e medie imprese, e genera un valore aggiunto di 10 miliardi: se non ripartirà in fretta la perdita sarà molto alta per l’intero Paese. Dai prossimi incontri con il Governo dovranno uscire risposte immediate e certe”.

Ha concluso l’iniziativa il Presidente di CNA Emilia-Romagna, Paolo Cavini, che ha affermato: “migliaia di piccole imprese colpite dall’alluvione stanno vivendo ore cruciali, nelle quali si deciderà se riavviare le attività in tempi rapidi o chiudere definitivamente, molte, a oltre un mese dall’alluvione, non sono ancora in grado di riprendere l’attività. È compito delle Istituzioni assicurare le condizioni per ripartire attraverso l’erogazione di sostegni tempestivi e adeguati. È indispensabile mettere in campo strumenti finanziari efficaci e immediatamente accessibili, con un approccio finalizzato a rimuovere i vincoli finanziari e consentire alle imprese di ripartire “a tasso zero”. Serate come questa sono fondamentali per tenere i riflettori accesi su un tema che sta sparendo dai media e dal dibattito pubblico. Non possiamo permetterci di perdere una parte del tessuto produttivo della Romagna e, con essa, dell’intero Paese.