L’Associazione Malva – Ucraini di Ravenna APS interviene con una nota ufficiale per esprimere “profonda indignazione” nei confronti della lettera diffusa online dal gruppo Ravenna in Comune, contenente critiche al Comune di Ravenna, all’assessora Barbara Monti e al presidente del Consiglio comunale Daniele Perini, in relazione alla manifestazione per il quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“Come Associazione Malva – Ucraini di Ravenna APS, esprimiamo profonda indignazione per la lettera diffusa online contenente attacchi al Comune di Ravenna, all’Assessora Monti e al Presidente del Consiglio Comunale Pirini, colpevoli – secondo gli autori – di aver sostenuto l’Ucraina durante la nostra manifestazione per il quarto anniversario della guerra. Questi attacchi provengono dal gruppo Ravenna in Comune, che ancora una volta dimostra di preferire la provocazione ideologica alla realtà dei fatti. Non è la prima volta: dal 2022 questo ristretto nucleo di attivisti tenta sistematicamente di delegittimare iniziative culturali e manifestazioni di solidarietà, senza mai confrontarsi direttamente con noi né portare i propri argomenti nelle sedi pubbliche. Si definiscono “contro la guerra”, ma invece di indignarsi con l’aggressore, ripetono a pappagallo la sua propaganda e se la prendono con l’aggredito. In quattro anni non li abbiamo mai visti partecipare alle nostre iniziative per un confronto aperto. La ragione è evidente: la loro narrazione si fonda su falsità ampiamente smentite. In Ucraina non c’è stato alcun “golpe”, non esiste la “dittatura” che descrivono, mentre sul regime autoritario di Vladimir Putin cala sistematicamente il silenzio. Parlano di un “nazismo” inventato, ignorando che «Slava Ukraïni» è uno slogan storico e condiviso dagli ucraini di ogni orientamento politico. Se Ravenna in Comune è in cerca di antisemiti odierni (e non di 80 anni fa) possono guardare molto vicino a loro, tra quella parte di Pro-Pal che sostiene Hamas. Presentano i separatisti del Donbass come eroi romantici, quando la realtà documentata racconta di milizie armate sostenute dalla Russia, responsabili di repressioni e violazioni dei diritti umani. Ricordiamo un fatto essenziale che qualcuno continua a rimuovere: fu la Russia, nel 2014, ad avviare il conflitto nel Donbass e ad occupare illegalmente la Crimea. Nel 2022 come nel 2014 nessuno stava minacciando la Russia, nessuno ha costretto Putin a invadere l’Ucraina e la NATO non ha violato alcun accordo internazionale. Le teorie sulle presunte “promesse tradite” non hanno alcun fondamento, nessun accordo scritto . È inaccettabile che si continui a proporre l’equiparazione tra aggressore e aggredito. Chiedere che l’Ucraina venga lasciata senza armi significa, di fatto, chiederne la resa. Noi ucraini siamo i primi a volere la pace, perché la guerra è nelle nostre città, non nei comunicati di chi pretende di fare pacifismo sulla pelle altrui. La differenza è chiara: noi vogliamo una pace giusta, fondata sulla fine dell’aggressione; loro vogliono la pace tramite la capitolazione dell’Ucraina. Colpisce inoltre che, pur essendo costantemente presenti nelle piazze cittadine, questi “pacifisti” non abbiano mai promosso iniziative significative contro l’aggressione russa né chiesto con forza maggiori sanzioni contro lo Stato aggressore e quando scendono in piazza è solo per chiedere all’aggredito di arrendersi. Diffondere le menzogne dell’aggressore non solo non ferma le guerre, ma le legittima. Allora chi è che sta realmente “alimentando” questa guerra? Offendere la comunità ucraina di Ravenna e attaccare le istituzioni cittadine per la loro solidarietà significa oltrepassare il confine del legittimo dissenso democratico. La libertà di opinione non può diventare uno scudo per la disinformazione. Ringraziamo con convinzione il Comune di Ravenna e i suoi rappresentanti per la coerenza e il coraggio dimostrati in questi anni. Esprimiamo gratitudine all’Assessora Monti e ai consiglieri Pirini, Ancisi e Spadoni per la solidarietà manifestata a nome delle istituzioni comunali. La città di Ravenna ha dimostrato di saper distinguere tra realtà e propaganda. Noi continueremo, con determinazione, a testimoniare la verità, a difendere la memoria e a chiedere giustizia per l’Ucraina.”
L’Associazione Malva replica a Ravenna in Comune






























































