«La nuova Variante al PAI/PGRA, entrata in vigore senza un adeguato confronto con i Comuni e con gli operatori del settore, sta producendo effetti pesantissimi e inattesi sui territori dell’Emilia-Romagna, con il concreto rischio di bloccare l’attività edilizia anche per interventi minimi”, Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alberto Ferrero, tra i firmatari dell’interrogazione presentata in Assemblea legislativa insieme ai colleghi Nicola Marcello e Luca Pestelli, per chiedere alla Giunta regionale chiarimenti urgenti sulle criticità applicative della Variante al Piano per l’Assetto Idrogeologico e al Piano di Gestione del Rischio Alluvioni.

«In molti Comuni – spiega Ferrero – gli uffici tecnici, richiamando l’articolo 39 della nuova disciplina, stanno sospendendo o bloccando pratiche edilizie che fino a ieri rientravano nella normale gestione del territorio: non solo nuove costruzioni, ma anche ristrutturazioni, modifiche prospettiche e interventi di modesta entità. È una situazione che sta determinando una vera e propria paralisi amministrativa, con ricadute economiche e sociali gravi per imprese, professionisti e cittadini».

Secondo Ferrero, il problema principale è che “la Regione ha introdotto nuovi scenari di pericolosità e rischio senza fornire gli strumenti tecnici indispensabili per applicare correttamente le norme: mancano dati chiari su livelli idrici, tiranti e quote di riferimento, elementi fondamentali per progettare e autorizzare gli interventi”.

«La sicurezza del territorio è una priorità assoluta – sottolinea il consigliere di FdI – ma non può essere perseguita attraverso norme applicate in modo improvvisato, senza linee guida operative e senza un periodo transitorio. Servono indicazioni chiare e univoche subito, dati tecnici certi e modalità transitorie ufficiali che consentano di proseguire, in modo controllato e responsabile, le attività edilizie nei territori urbanizzati».

«Chiediamo alla Giunta regionale – conclude Ferrero – di intervenire con urgenza per sbloccare questa situazione e di aprire un confronto strutturato con i Comuni. È necessario trovare un equilibrio tra tutela della sicurezza idraulica, certezza normativa e sostenibilità economica e sociale. I territori non possono restare ostaggio di norme incomplete e di un vuoto operativo che sta fermando lo sviluppo e penalizzando cittadini e imprese».