“La distruzione delle piante che costeggiavano la ciclabile per Punta Marina è uno sfregio che riteniamo insopportabile. Uno dei gesti che, nel recente passato, avevano coniugato la partecipazione dal basso della cittadinanza con l’ attenzione alla tutela dell’ ambiente è stato cancellato per sempre in maniera offensiva e vigliacca.
In attesa che l’ Amministrazione cittadina dia chiare risposte alla cittadinanza e al mondo associativo che ha chiesto spiegazioni su questa squallida vicenda, diciamo chiaramente che non siamo propensi a credere possa essersi trattato di una scelta compiuta dai singoli operatori dei lavori di sfalcio.
Secondo noi, non solo l’ azienda che ha l’ appalto di questi lavori deve rispondere risarcendo la cittadinanza e ripristinando al cento per cento la vegetazione distrutta, ma l’ Amministrazione deve rendere conto della qualità dei controlli (e soprattutto dei controlli mancati) nei confronti di chi esegue i lavori con i soldi pubblici.
Come realtà legata al territorio, che si impegna quotidianamente  nel contrasto alla crisi climatica,   ribadiamo l’ importanza che riveste ogni tipo di vegetazione nelle speranze per il futuro. A questo proposito  ricordiamo che i programmi elettorali dei partiti che oggi ci governano prevedevano addirittura la messa a terra di un milione di nuove piante nel comune di Ravenna. Ma dobbiamo constatare che a tutt’ oggi la quantità delle piante abbattute in diversi contesti del nostro territorio è  troppo alta,  di dubbia necessità, e che di questo passo sarà ben difficile che le eventuali nuove piantumazioni riescano ad essere reale fattore di mitigazione delle troppe emissioni e del cambiamento climatico.
La biodiversità non è  solo una parola da sbandierare per organizzare mostre o spettacoli, ma un criterio di fondo per orientare il modello di vita che si deve costruire. Anche in questo campo occorre una svolta vera e non  le operazioni di riverniciatura verde.”

 

Coordinamento ravennate “Per il Clima-Fuori dal Fossile”