“La nostra elaborazione dei dati definitivi forniti dalla Prefettura di Ravenna conferma il perdurare della criticità per la presenza ancora troppo significativa di numerosi comportamenti non consoni alle norme del Codice della Strada, in primis la guida sotto l’influenza dell’alcol (art. 186) e in stato di altera- zione sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (art. 187) afferma, Mauro Sorbi, Presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale.

 

“Questo comportamento altamente pericoloso per chi guida un mezzo è un fenomeno che è sempre e da troppo tempo presente nel territorio. L’azione educativa ha ridotto il triste fenomeno del recente passato denominato “stragi del sabato sera” ed ora sono gli adulti quelli che maggiormente trasgrediscono alle norme del Codice della strada contro l’abuso di alcol. Nel 2020 sono state 407 le patenti sospese per guida sotto l’influenza dell’alcol rispetto alle 558 del 2019 con un calo del 27,06% e un calo del 18,92% si è registrato per le patenti sospese per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (30 nel 2020 contro 37 nel 2019)” spiega Sorbi.

“Percentuali troppo scarse e basse se si considera la forte e significativa riduzione della mobilità dovuta alla comparsa della pandemia che ha portato alla promulgazione di norme che hanno creato periodi lunghi di lockdown nel 2020.
La comparsa ed il perdurare della pandemia si sono riverberati con pesanti conseguenze anche sulla sicurezza stradale.

In sintesi sono aumentati:

  • –  In primis la pirateria stradale;
  • –  la distrazione, con l’assenza alla guida, perché presi dalle preoccupazioni socio-economi-che-sociali che la pandemia ha originato. La cartina di tornasole di questo fenomeno è l’au-

    mento della sinistrosità autonoma, causa del 45% degli incidenti;

  • –  l’aggressività stradale;
  • –  l’alcolemia. 

    “Uno studio della Commissione Europea ha valutato che in Italia il 30% dei decessi per incidente stradale e il 50% degli incidenti non mortali è correlato all’uso-abuso di alcol.
    L’indignazione emotiva che suscita la notizia dell’ennesimo episodio deve lasciar spazio ad un impegno concreto delle Istituzioni e dei singoli per una vera tolleranza zero” prosegue Mauro Sorbi.

    “Dotiamoci di un etilometro monouso da portare sempre con noi per permettere di verificare il tasso alcolemico.
    Come Osservatorio da tempo ne stiamo distribuendo per favorire le iniziative di autocontrollo dell’alcolemia, prima di porsi alla guida” afferma Sorbi.

    Tra le prime cause o concause di incidentalità è unanimemente considerata l’eccesso di velocità, seconda causa di sospensioni patente nel 2020.
    Il calo del dell’11,85% nel 2020 (119) rispetto al 2019 (135) è scarsissimo rispetto alla diminuzione della mobilità dovuta alla comparsa del Covid-19. Verrebbe da pensare che in realtà possa considerarsi un aumento se non ci fossero stati i lunghi periodo di lockdown che hanno contenuto la crescita.

In crescita (+22,41% rispetto al 2019) la violazione dell’art. 148 sorpasso: 71 sono state le sospensioni nel 2020 contro 58 nel 2019 e questo nonostante la pandemia e le conseguenti limitazioni alla mobilità. E’ considerato una delle manovre più a rischio per le caratteristiche della sua esecuzione e per l’alta probabilità di scontro frontale in caso di errata valutazione dei tempi causati anche dalla distrazione alla guida.

La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale, 5,8 decessi ogni 100 incidenti… L’ISTAT, infatti, lo ritiene tra le prime tre cause di incidentalità.

La prima causa o concausa dell’incidentalità è unanimemente considerata la distrazione alla guida. I dati relativi a questa infrazione sono sicuramente sottostimati rispetto alla realtà.
Le Forze dell’Ordine hanno una difficoltà oggettiva nel rilevare incontrovertibilmente l’uso del cellulare durante la guida.

I numeri riportati sono bassissimi, pur essendo a conoscenza di tutti che questo comportamento è causa o concausa accertata dell’81% dell’incidentalità totale.
In poche parole, la sospensione della patente avviene solamente in caso di recidiva nel biennio, un’arma veramente spuntata in considerazione di quanto sta avvenendo oggi. È quindi improcrastinabile l’annunciata variazione al Codice della Strada che preveda il ritiro della patente alla prima infrazione.

Pur tuttavia rimane molto problematico il fatto di dover sorprendere in flagranza di reato chi commette questa violazione.

9 casi anche di omissione di soccorso, violazione particolarmente indicativa di un’assenza totale di senso di civicità, di rispetto non solo delle norme del Codice della Strada, ma della vita umana.

Il quadro si completa con la segnalazione di 201 incidenti con sospensione cautelare della patente.

I periodi di lockdown e di restrizioni e limitazioni alla mobilità, per la comparsa del virus nel 2020 ed il perdurare della pandemia per tutto l’anno, non hanno prodotto significativi abbassamenti dei compor- tamenti scorretti e non conformi alle norme del Codice della Strada, come attestano i dati sopra ripor- tati, anzi.

“A nostro parere sono importanti le azioni educazioni sulla sicurezza stradale, fondamentali i controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine sulle strade, ma l’appello che ci sentiamo di fare è quello di auspi- care un aumento del rispetto fra tutti gli utenti della strada, che oggi purtroppo viene a mancare anche in presenza di una crescente aggressività. La comparsa della pandemia ha evidenziato che in una società civile la “salus” è garantita dalla consapevolezza del far parte di un “noi” per cui i diritti di tutti sono garantiti dai doveri del singolo” afferma Mauro Sorbi.

“La pandemia ha creato sofferenza e disagio, aggravando situazioni a livello economico e sociale, con serie ripercussioni sulla capacità di concentrazione necessaria quando si è in strada per avere livelli ottimali di presenza e di prontezza di riflessi.
Mettiamo in circolo gli “anticorpi del rispetto delle norme del Codice della Strada” per una rinascita alla vita” conclude Mauro Sorbi.