Lieve ripresa della vitalità del sistema imprenditoriale ravennate nel trimestre estivo. Tra luglio e settembre di quest’anno, infatti, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio – sulla base di  Movimprese, l’analisi trimestrale condotta da Unioncamere e InfoCamere – ha rilevato un saldo attivo di 100 attività economiche (contro le 47 del 2022 e le 43 dello stesso periodo del 2021). In termini assoluti, il saldo deriva dalla risalita delle iscrizioni, in aumento del +14,3% rispetto allo stesso periodo del 2022, e, contemporaneamente, dalla diminuzione delle cessazioni (quasi il 2% in meno rispetto all’estate dello scorso anno). Gli scenari critici, dall’inflazione alla stretta monetaria e creditizia, ostacolano lo sviluppo del sistema imprenditoriale. Inoltre, gli ultimi dati disponibili al 30 settembre non hanno potuto ancora tener conto della guerra tra Gaza e Israele, con gli effetti su petrolio e commodities energetiche.


Il terzo trimestre del 2023 – fa sapere l’Osservatorio dell’economia dell’Ente – contribuisce al saldo positivo della movimentazione annuale: con 383 iscrizioni di nuove attività (aumentate di 48 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e 283 cessazioni non d’ufficio (5 in meno al confronto con il terzo trimestre 2022). L’estate complessivamente ha chiuso con +187 unità (1.568 aperture e 1.381 chiusure volontarie dall’inizio del 2023). Ciò ha consentito di registrare, come accaduto nel biennio precedente, un saldo positivo tra iscrizioni e cancellazioni, portando lo stock delle imprese registrate ad un valore pari a 38.621 unità, pur considerando le cosiddette cancellazioni d’ufficio, cioè le verifiche amministrative portate avanti dal Registro delle imprese, che nei primi nove mesi del 2023 sono state complessivamente 67. Al bilancio del trimestre ha contribuito anche la componente artigiana: per il settore il tasso di crescita è pari a +0,63%, con un saldo attivo di 66 imprese (175 le iscrizioni di nuove aziende contro 109 cessazioni volontarie), migliorando quanto verificatosi nel terzo trimestre 2022 (il tasso di crescita trimestrale era pari a +0,08%). Per il comparto artigiano, ancora una volta il contributo più significativo arriva dal gruppo di imprese dell’edilizia (+52 il saldo totale nel periodo per le artigiane edili).

“Per le imprese ciò che conta è poter agire e muoversi in un contesto di affidabilità e di stabilità finanziaria: politiche fiscali responsabili sono imprescindibili per poter sostenere l’attività d’impresa e non rompere il patto intergenerazionale, anche a fronte delle crescenti tensioni internazionali”. Queste le parole del presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, che ha aggiunto: “Sono ancora troppo poche le startup e le startup innovative in rapporto alle imprese esistenti e al numero di addetti del territorio, dobbiamo aumentare la capacità di innovazione del nostro sistema produttivo; abbiamo bisogno di forti accelerazioni nella transizione digitale, ambientale e in quella sociale . Dobbiamo mettere in campo tutte le risorse disponibili per incentivare, supportare e sviluppare idee di business e talenti, soprattutto giovani, anche con riferimento alle straordinarie energie femminili, sempre troppo poco considerate. La capacità di innovazione del nostro sistema produttivo sta rallentando in una fase storica, in cui, invece, abbiamo bisogno di forti accelerazioni sia nella transizione digitale, sia in quella ambientale e, ancor di più, in quella sociale. Ma, soprattutto, è debole l’intero ecosistema dell’innovazione in termini di disponibilità di strutture, servizi e operatori dedicati e risorse per incentivare, supportare e trattenere idee di business e talenti in provincia. Per riuscire a far crescere il fermento imprenditoriale – ha concluso Guberti – bisogna semplificare tutte quelle procedure che ancora oggi frenano il fare impresa in Italia e che sono vissute come un fardello troppo pesante soprattutto dai più giovani che vogliono mettersi in proprio: ben 7 imprese under 35 su 10 vedono nella burocrazia l’ostacolo maggiore all’utilizzo delle risorse del PNRR. In ogni caso, nonostante tutti i problemi, dobbiamo guardare avanti con fiducia ed infondere fiducia, perché nel nostro territorio abbiamo grandi opportunità di sviluppo se utilizziamo tutte le nostre potenzialità, che sono tante. Non mi stancherò mai di ripeterlo: l’attuazione della Zona Logistica Semplificata ci farebbe fare nei prossimi anni un salto di qualità verso un futuro migliore”.

Le Forme Giuridiche. Circa un’impresa su quattro (83 su 383) nasce nella forma di società di capitale che, anche in questo trimestre, si conferma la formula organizzativa più dinamica (+0,57% il tasso di crescita trimestrale, pari a un saldo tra entrate e uscite volontarie che si attesta a +51 unità), con un trend positivo ma in rallentamento (+0,80% il tasso nel corrispondente trimestre del 2022). In termini assoluti, l’impresa individuale (con 276 iscrizioni nel trimestre) resta la principale forma organizzativa scelta dai neo-imprenditori e, a fronte delle 207 chiusure volontarie rilevate nel periodo, contribuisce al bilancio trimestrale con un saldo positivo di 69 unità (pari a un tasso di crescita trimestrale del +0,33%), quando invece l’anno precedente, nello stesso trimestre, si era registrata una piccola variazione negativa.

Il bilancio dei settori. La crescita del trimestre è ancora diffusa in molti comparti; il contributo più rilevante al risultato trimestrale è venuto ancora una volta dalle costruzioni e dal suo indotto, come del resto si è verificato per i trimestri precedenti. Quasi i tre quarti del saldo è appannaggio del settore dell’edilizia (64 imprese in più rispetto alla fine di giugno, pari a una crescita del +1,1%) ma  la variazione in termini relativi più sostenuta si segnala per le attività di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+2,1% corrispondente a 23 attività in più nel trimestre); in evidenza anche le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,1%, con 16 attività in più nel trimestre). Contributi positivi si rilevano pure per i settori: attività finanziarie (+1,2% e +9 unità), altre attività di servizi (+0,4% e +6), attività immobiliari (+0,3% e +6), logistica (+0,3% e +4), istruzione (+1,4% e +2), sanità e assistenza (+0,6% e +2), le attività manifatturiere (+0,1% e +2 attività), fornitura acqua e reti fognarie (+1,7% e +1), attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+0,1% e +1). Al palo e senza variazione il settore estrattivo. Sono finiti in campo negativo, ancora una volta, il commercio (-0,3% e con 22 esercizi in meno) ed agricoltura (-0,1% e -7), a cui si accompagnano le attività di alloggio e ristorazione (- 0,1% e -4), fornitura energia (- 0,9% e -1) ed i servizi ICT ( -0,2% e -1 azienda).