“Vivere in sicurezza è un diritto di ogni cittadino, a Faenza come in qualsiasi altra città. Proprio perché la sicurezza urbana è un tema di fondamentale importanza, l’uso strumentale che ne stanno facendo la Lega, Gabriele Padovani e la destra è inaccettabile. Anche l’imminente campagna elettorale e la ricerca di un titolo di giornale non possono in alcun modo giustificare una mistificazione della realtà tanto evidente”.

Con una nota stampa, l’Amministrazione comunale risponde alle critiche arrivate in questi giorni sul tema sicurezza da parte dei consiglieri comunali di opposizione. La giunta manfreda riprende quanto più volte ribadito in consiglio comunale: la sicurezza è di competenza di Roma.

“Occorre aver chiaro che la sicurezza urbana in Italia è una funzione posta per legge in capo allo Stato, specificamente al Ministero dell’Interno per la Polizia di Stato e al Ministero della Difesa per l’Arma dei Carabinieri. Il coordinamento delle Forze di Polizia sul territorio è demandato alla Prefettura, organo statale con il quale l’Amministrazione mantiene da sempre un dialogo costante e proficuo, anche attraverso la partecipazione ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ai Comuni spettano invece compiti di supporto tramite le Polizie Locali, di prevenzione e garanzia, di decoro e vivibilità, anche per mezzo delle ordinanze da parte dei Sindaci.

La domanda allora è una: piuttosto che attaccare l’amministrazione comunale, perché i rappresentanti locali dei partiti al Governo non chiedono conto ai propri Ministri e Parlamentari del fatto che, dopo tre anni di Governo e senza aver messo un euro in più nelle leggi finanziarie, non si riesca a intervenire sul costante ed endemico problema di sottorganico che affligge le Forze dell’Ordine? La mancanza di nuove assunzioni e le limitate risorse umane e di mezzi caricano le donne e gli uomini in divisa di compiti che vanno ben oltre la sola sicurezza stradale o di presidio. In questo contesto, affermare che i fenomeni di microcriminalità possano essere debellati esclusivamente attraverso il presidio fisico è pura fantasia. È una tesi che non tiene conto della complessità della realtà e che manca di profondo rispetto verso il sacrificio quotidiano di chi opera sul campo”.

Per quanto riguarda la Polizia Locale, da tempo si sta discutendo di una proposta per risolvere il problema di organico ridotto nei vari centri abitati. A Faenza sarebbero necessari una ventina di agenti in più: “Chi agita gli spettri dell’insicurezza potrebbe supportare i Sindaci in una richiesta tanto semplice quanto efficace avanzata ormai da troppo tempo: quella di scorporare il computo degli agenti delle Polizie Locali dal numero dei dipendenti dell’ente locale, senza dover quindi sottostare ai rigidi vincoli imposti per legge alle nuove assunzioni, così da lasciare la facoltà ai Comuni di indire bandi di concorso per assumere nuovi agenti”.

La giunta ricorda quindi gli investimenti in materia di sicurezza: “Per quanto ci riguarda, ricordiamo come l’Unione della Romagna Faentina, insieme alla Regione, abbia investito massicciamente in tecnologie a supporto dell’attività investigativa. La nuova centrale operativa e la nostra rete di videosorveglianza, all’avanguardia a livello nazionale, sono in continuo ampliamento e contano su varchi di lettura targhe, fondamentali per intercettare veicoli segnalati nelle banche dati, e su numerose telecamere di contesto nei punti sensibili della città. È bene sottolineare che, sebbene i costi di gestione siano interamente a carico dell’Ente, queste immagini sono a completa disposizione di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, risultando spesso decisive per la risoluzione dei reati”.

Secondo l’analisi dell’amministrazione manfreda, la visione dei consiglieri di opposizione tende ad esagerare i problemi. Tuttavia, fra le problematiche legate al tema della sicurezza, ce ne sono anche alcune che vengono sottovalutate: “Sul tema della sicurezza, Faenza non è un’isola felice ma neppure infelice; sconta problematiche di criminalità che sono purtroppo comuni al resto del Paese, aggravate dal coinvolgimento sempre più frequente di ragazzi, anche minorenni, cartina di tornasole di un profondo disagio in ambito educativo e culturale su cui non possiamo far finta di nulla. Accanto alla tecnologia, la sicurezza a lungo termine si costruisce con progetti nelle scuole e iniziative rivolte alla popolazione giovanile, pilastri fondamentali per formare cittadini consapevoli e rispettosi della legalità. Anche su questo tema Faenza è seconda a nessuno.

Riguardo agli ultimi fatti di cronaca riportati, esprimiamo la massima solidarietà alle vittime, consapevoli che ogni singolo reato è un fatto grave che merita la massima attenzione. Tuttavia, definire Faenza una città ‘ostaggio della criminalità e chi governa finge di non vederlo’ è un’affermazione intellettualmente disonesta che scredita, prima di tutto, il lavoro, spesso oltre il dovuto, delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, a cui va il nostro sentito ringraziamento per il lavoro che viene fatto tutti i giorni.

L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte, supportando chi opera per la legalità e rispedendo al mittente le critiche di chi cerca solo di speculare sulla paura”.