Foto di Stefano Bassi

“Europa Verde – Verdi Ravenna si rallegra nel vedere passato ieri in giunta lo stralcio relativo alla duna di Porto Corsini, nell’ambito del più ampio progetto del parco marittimo; questa duna rappresenta forse l’ultimo elemento vivo di una costa oramai in gran parte antropizzata e resa fragile, preda delle ingressioni marine e dell’erosione (fenomeno ben noto a tutti, ma per anni gestito in maniera poco lungimirante)”.

Antonio Lazzari, portavoce di Europa Verde – Verdi Ravenna commenta così la decisione della giunta ravennate.

“Sono stai mesi in interlocuzione con gli uffici politici del comune di Ravenna perorando e portando avanti un obiettivo importante: salvaguardare al massimo la tutela di uno degli ultimi areali che conserva ancora una struttura naturale di grande pregio pur nella esiguità delle sue dimensioni spaziali.

Le modalità costruttive, il tracciato e le dimensioni stesse delle passerelle presentate nel progetto assorbono gran parte dei rilievi che Europa Verde ha presentato alla coalizione sin dalla campagna elettorale e su cui ha fatto una strenua battaglia per ridurre al minimo gli impatti. L’interlocuzione è stata continua”.

Tuttavia, l’ipotesi in campo non è giudicata la migliore dalla formazione politica: “Ma viste le spinte in campo, è certamente una di quelle a minor impatto” precisa Lazzari. “La nuova passerella, oltre a evitare l’assurdo passaggio sulla duna, andrà in parte anche a sovrapporsi a passaggi pedonali che hanno negli anni danneggiato pesantemente questo areale e che ora vengono almeno parzialmente limitati permettendo, si spera, alla duna di espandersi nella sua naturale evoluzione.

La duna di porto Corsini rappresenta uno degli ultimi areali dove la natura da sola riesce a combattere e limitare l’erosione costiera in un territorio già molto fragile e preda costante di appetiti speculativi.

Questo è solo un tassello di una lunga e importante battaglia che ci vede impegnati nella tutela di ecosistemi che possono essere di vitale importanza per lo sviluppo, anche economico, del nostro territorio; sviluppo che troppe volte viene scambiato per strumento di predazione dell’oggi a discapito della ricchezza del domani”.