“Con un’interrogazione alla Giunta regionale presentata oggi in Commissione Politiche economiche dell’Assemblea legislativa Emilia-Romagna, il Gruppo Europa Verde interviene sugli aumenti anomali degli importi delle bollette del gas, fino a 2/3 volte superiori agli importi ordinari precedenti. L’atto ispettivo a firma della capogruppo Silvia Zamboni ha inteso dare voce ai tanti utenti emiliano-romagnoli con contratti con società a parziale capitale pubblico, in particolare Enel e Iren, che nelle scorse settimane si sono rivolti a Europa Verde e alle associazioni di consumatori per segnalare aumenti che hanno portato il costo della quota variabile della fornitura del gas fino 2 euro/Smc e anche oltre, contro importi precedenti in media intorno 0,40 centesimi di euro.

Nel ricostruire la vicenda, l’interrogazione riporta la posizione dei fornitori, i quali affermano che tali aumenti sarebbero stati regolarmente comunicati agli utenti già prima dell’estate attraverso le cosiddette proposte di modifica unilaterale del contratto. Tuttavia, solo in autunno/inverno, con l’arrivo delle prime bollette salatissime che riguardano anche i consumi legati al riscaldamento delle case, gli utenti si sarebbero effettivamente accorti delle modifiche al contratto e della loro entità.

All’indomani della chiusura del mercato tutelato, Federconsumatori aveva denunciato preventivamente le numerose criticità che prevedeva sarebbero insorte sul mercato libero del Gas, segnalando in particolare la totale mancanza di informazione istituzionale, anche a fronte della cancellazione del servizio di tutela nella fornitura di gas a partire dal 1° gennaio scorso (mentre il servizio di tutela nella fornitura della luce cesserà dal 1° luglio).

Alle numerose segnalazioni di modifiche unilaterali dei contratti che introducono prezzi fuori mercato (a 1.83 euro/Smc per IREN e 2,45 euro/Smc ENEL), si sommano i casi in cui i gestori hanno negato il rientro nel mercato tutelato ai soggetti fragili che ne avrebbero diritto.

Inoltre, la facoltà per il venditore di variare unilateralmente le clausole contrattuali è prevista dal Codice di condotta commerciale (arti 13) soloper giustificato motivo, e non è chiaro cosa possa giustificare gli aumenti segnalati dai consumatori in un anno, il 2023, in cui l’indice di riferimento per il mercato del gas metano (Punto Virtuale di Scambio) partito a gennaio con 0,73 €/Smc si è più che dimezzato già a maggio 2023 e non è più risalito oltre i 0,47 euro/Smc.

In questo contesto già di evidente disorientamento degli utenti di fronte ad una comunicazione di notizie spesso poco trasparenti da parte dei gestori, ad aggravare la situazione il governo è intervenuto smantellando le misure adottate per mitigare i rincari, ossia IVA al 5%, riduzione del limite Isee e dell’importo per godere del bonus bollette.

 

“Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte diutenti che con loro enorme sorpresa hanno ricevuto bollette shock con importi di molto al di sopra del trend storico”dichiara Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa. “Il gran numero di questi casi dimostra che gli annunci degli aumenti, ove comunicati con trasparenza dai fornitori, sono passati inosservati o espressi in maniera da non coglierne la portata. Con la chiusura del mercato tutelato per il gas (e dal primo luglio anche di quello per l’elettricità), il numero delle persone esposte ad aumenti fuori mercato per di più mal comunicati, è destinato inevitabilmente ad aumentare. Inoltre,la possibilitàdegli utenti di vedersi accolti ricorsi viene vanificata da un lato dalla mancanza di una chiara definizione di cosa si debba intendere per ‘giustificati motivi’ che rendono ammissibili le modifiche unilaterale dei contratti, dall’altro dall’assunzione che “Fatta salva prova contraria, la suddetta comunicazione si presume ricevuta”. In mancanza di raccomandate con ricevute di ritorno o di comunicazione tramite Pec diventa complicato dimostrare la mancata ricezione della comunicazione e il contenuto della stessa.

La risposta della Giunta ha ammesso che la trasformazione del mercato dell’energia ha generato le criticità evidenziate nella mia interrogazione. Ho espresso soddisfazione per la decisione della Giunta di nominare un gruppo di lavoro tra la Regione e le Associazioni dei Consumatori e degli Utenti per elaborare strumenti utili per orientare i consumatori-cittadini nel mercato dell’energia, in collaborazione con l’osservatorio Energia istituito presso ARPAE. Ho sollecitato però un impegno diretto della Regione a sollevare la questione in Conferenza Stato-Regioni per spingere il governo ad affrontare la questione delle bollette record che temo non riguardi solo la nostra regione e ad imporre ai fornitori modalità di comunicazione agli utenti più trasparenti e tracciabili” –conclude la consigliera Zamboni.”