
Si è svolta lunedì 23 febbraio, nell’Aula Magna “Andrea Emiliani” di ISIA Faenza, l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 e la presentazione di Nuove Radici – Design, materia, cultura e futuro sostenibile, il programma di eventi che proseguirà dal 24 febbraio al 7 marzo 2026.
L’iniziativa si inserisce nel progetto di internazionalizzazione CREATIVE COMPETENCIES for the social change: tradition and future of Made in Italy, finanziato con fondi PNRR e coordinato da ISIA Roma quale istituzione capofila. Il progetto esplora il ruolo del design come leva di trasformazione sociale, culturale e ambientale, mettendo in dialogo tradizione e innovazione, materia e sostenibilità, locale e globale.
All’evento sono intervenuti Emanuela Fiori, Presidente ISIA Faenza, Massimo Isola, Sindaco di Faenza, Martina Laghi, Assessore alla Formazione e Università del Comune di Faenza, Tommaso Salvatori, Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori e dei Presidenti ISIA e Direttore ISIA Roma, e Giovanna Cassese, Presidente del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale e Presidente ISIA Roma. A presentare il programma delle prossime settimane sono stati Maria Concetta Cossa, Direttrice ISIA Faenza, e Ivan Severi, coordinatore dei progetti di internazionalizzazione insieme a Stefano Pratesi.
Emanuela Fiori, Presidente di ISIA Faenza, ha sottolineato come “trasformare l’inaugurazione dell’anno accademico in un programma di eventi che si estende per due settimane, offrendo agli studenti l’opportunità di confrontarsi con temi cruciali come il cambiamento climatico, il riciclo dei materiali e le migrazioni, rappresenta un passo molto importante. Significa riconoscere che il design insegnato all’ISIA di Faenza può diventare un vero linguaggio e una buona pratica per provare a superare l’impasse globale in cui ci troviamo. In questo modo, il design si configura come anello fondamentale tra la creatività e un’azione concreta al servizio delle comunità“.
Giovanna Cassese, Presidente del CNAM e Presidente ISIA Roma, ha dichiarato che “Nuove Radici è un titolo che parla da sé: le radici sono nutrimento, e l’ISIA di Faenza lo ha dimostrato nel tempo, trasformando un terreno culturale fertile in una progettualità capace di guardare lontano. L’AFAM è, da sempre per sua natura, ricerca di altissima qualità che abita i confini: lì nascono domande nuove e soluzioni che nessuna disciplina, da sola, potrebbe immaginare, grazie al dialogo tra scienze della materia e scienze dell’uomo. Oggi il CNAM ha messo ha centro della sua politica culturale il pieno riconoscimento della ricerca dell’alta formazione artistica, musicale, coreutica, del design e del restauro, vero grimaldello per la pari dignità del livello universitario delle istituzioni. Molto è stato fatto e i dottorati di ricerca sono una grande conquista: vedremo a breve i frutti di queste ricerche transdisciplinari che daranno un grande contributo alla cultura italiana nella direzione dell’innovazione, dell’Internazionalizzazione e nell’ottica della Convenzione di Faro, in quanto le istituzioni AFAM sono comunità di patrimonio da trasmettere al futuro“.
Dopo l’introduzione di Mariachiara Gaspari, hanno fatto il loro intervento, inoltre, i designer internazionali Rania Mazen Elkalla (Egitto), Bernadita Marambio (Cile), Luis Paco Böckelmann(Olanda) e Lukas Klein (Germania), con contributi e ricerche dedicate a una delle tre sezioni del progetto, “Post Materia – Rethink Waste for Conscious Design”.
Le conferenze aperte al pubblico
(tutti gli incontri si svolgono presso ISIA Faenza, ore 17.30–19.30)
Il ciclo di lectures della sezione “Images for the Future. Visualizing Climate Change”, coordinata da Valentina Manchia, propone sei appuntamenti aperti al pubblico: si parte il 24 febbraio 2026 con l’intervento del filosofo e saggista Paolo Pecere, che proporrà la lecture “Vedere e pensare la natura”, una riflessione sul rapporto tra percezione, pensiero e comprensione dei fenomeni naturali nel tempo della crisi climatica; il 26 febbraio 2026 sarà la volta della fotografa Silvia Camporesi, con l’incontro “Sommersi salvati – Raccontare la ferita del paesaggio”, dedicato alle possibilità e ai limiti della fotografia nel rappresentare le trasformazioni ambientali, a partire dall’esperienza dell’alluvione in Romagna; il 28 febbraio 2026 interverrà l’artista e cyberecologista Oriana Persico, che presenterà “Udatinos, sensibili all’acqua – I dati come fenomeno estetico, espressione del territorio”, un progetto che intreccia arte, tecnologia e ambiente, proponendo una nuova relazione tra dati, cura e responsabilità collettiva; il programma proseguirà il 3 marzo 2026 con il semiologo Salvatore Zingale, protagonista dell’incontro “Progettare nell’opacità – Semiotica, alterità e crisi climatica”, dedicato ai limiti dei sistemi di rappresentazione e al ruolo etico del design di fronte alla complessità del cambiamento climatico; il 4 marzo 2026 sarà ospite il designer e ricercatore Guilherme Englert Corrêa Meyer, con la conferenza “Experimental Adventure as a Design Mode in the Anthropocene / L’avventura sperimentale come modalità di progettazione nell’Antropocene”, che propone il design speculativo come pratica capace di affrontare l’incertezza e generare futuri plurali; il ciclo si concluderà il 5 marzo 2026 con lo scrittore Wu Ming 1, che nell’incontro “Raccontare la crisi climatica – Il caso de Gli uomini pesce” rifletterà sul ruolo della narrazione nella costruzione di consapevolezza sulle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee.
Le conferenze saranno trasmesse anche in streaming e registrate per la pubblicazione sui canali ufficiali di ISIA Faenza.
I workshop
(per studenti ISIA e di altre università)
Accanto alle conferenze, Nuove Radici propone tre workshop intensivi aperti agli studenti di ISIA Faenza e a studenti provenienti da altre università italiane e internazionali, promuovendo un confronto interdisciplinare. Il workshop “Designing with Turbulent Times: Experimental Speculative Design on Climate Change”, a cura di Guilherme Englert Corrêa Meyer (25 ore), affronta il cambiamento climatico attraverso il design speculativo, lavorando sul territorio faentino con pratiche sperimentali e un approccio post-antropocentrico. “Post Materia – Rethink Waste for Conscious Design”, coordinato da Mariachiara Gaspari, è dedicato alla sperimentazione sui materiali e al riuso degli scarti, con la realizzazione di una materioteca come esito progettuale. “Racconti Migranti”, coordinato da Laura Liverani, Alessandra Sposetti ed Emilio Macchia, esplora il rapporto tra cibo, identità e migrazione, integrando narrazione visiva, pratiche editoriali e ricerca partecipativa.
Le esposizioni aperte alla città
Momento centrale di restituzione pubblica del lavoro svolto saranno le esposizioni conclusive: il 28 febbraio 2026, dalle 10 alle 13, inaugura la mostra della materioteca realizzata nell’ambito del workshop Post Materia – Rethink Waste for Conscious Design; il 7 marzo 2026, dalle ore 16.30 alle 19.30, inaugura invece la mostra dei lavori dei due workshop Racconti Migranti e Images for the Future, con installazioni, progetti editoriali e sperimentazioni visive dedicate al cambiamento climatico e alle narrazioni migranti.
Con Nuove Radici, ISIA Faenza rinnova il proprio impegno nella formazione di designer capaci di interpretare la complessità del presente e immaginare futuri sostenibili, promuovendo il progetto come pratica critica, interdisciplinare e profondamente connessa al contesto sociale e ambientale.


























































