I consiglieri Fratelli d’Italia Esposito e Greco hanno presentato un’interrogazione al sindaco di Ravenna in merito alla destinazione d’uso di un immobile situato in viale Giovanni Spadolini 55, oggetto nel 2008 di una DIA in sanatoria per cambio di destinazione da negozio a centro culturale ricreativo in edificio urbano.
Secondo quanto ricostruito nell’accesso agli atti richiesto il 12 febbraio 2026, l’istanza n. 7807/2008 (protocollo generale 101406/2008 del 30 ottobre 2008) sarebbe stata favorevolmente istruita l’11 novembre 2008, con efficacia della sanatoria subordinata al pagamento della sanzione, avvenuto il 14 gennaio 2009. Nella relazione tecnica allegata alla pratica si farebbe riferimento a un “centro culturale islamico”, elemento che ha portato i consiglieri a chiedere un chiarimento formale.
Nella risposta ricevuta dagli uffici comunali viene precisato che il “circolo culturale ricreativo” deve essere inteso in senso ampio come luogo di ritrovo per attività sociali, culturali e di tempo libero, senza ulteriori specificazioni.
I consiglieri richiamano tuttavia il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) del Comune di Ravenna, evidenziando come il sistema delle dotazioni territoriali distingua tra “attività culturali, sociali e politiche” e “culto”, e come nella classificazione degli usi (RUE 5) i servizi culturali e ricreativi rientrino nelle categorie Spr7 o Spu4, mentre i “Servizi per il culto” siano espressamente collocati nella categoria Spu5.
Viene inoltre citata la giurisprudenza del Consiglio di Stato (sez. II, sentenze 2 aprile 2025, nn. 2822 e 2823), secondo cui il mutamento di destinazione d’uso verso un luogo di culto può incidere sul carico urbanistico e deve essere valutato in concreto nel rispetto della disciplina urbanistica ed edilizia, con particolare attenzione ai profili di sicurezza, agibilità e impatto sul territorio.
Alla luce di tali elementi, i consiglieri chiedono al sindaco e all’assessore competente di verificare la corretta destinazione d’uso attribuita alla pratica del 30 ottobre 2008 e se il passaggio da negozio a “centro culturale ricreativo” possa essere considerato equivalente alla destinazione a “centro culturale islamico” o, eventualmente, a luogo di culto.
L’interrogazione mira a ottenere un chiarimento formale sull’inquadramento urbanistico dell’immobile e sul rispetto delle normative vigenti in materia di destinazione d’uso.



























































