Il Tar Emilia-Romagna ha confermato la legittimità della chiusura disposta dal Comune di Ravenna nei confronti di una sala scommesse situata a meno di 500 metri da un luogo sensibile. I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso del titolare, che contestava la disciplina comunale sostenendo che producesse un effetto espulsivo del gioco lecito dall’intero territorio. La pronuncia riafferma il principio secondo cui la tutela della salute pubblica e la prevenzione della ludopatia giustificano una compressione della libertà di iniziativa economica.
Il procedimento era stato avviato nel dicembre 2023, quando l’amministrazione comunale aveva comunicato al gestore l’intenzione di disporre la chiusura per violazione del limite distanziale previsto dalla normativa regionale. Il titolare aveva ottenuto una prima proroga fino al 29 dicembre 2024, seguita da un’ulteriore estensione fino al 29 giugno 2025 per consentire la delocalizzazione dell’attività. Alla scadenza di questo termine, non essendo intervenuto alcun trasferimento, il Comune ha adottato il provvedimento definitivo di chiusura, dando origine al contenzioso amministrativo.
Nel merito, il Tar ha ritenuto infondate le censure, richiamando una verificazione tecnica del Politecnico di Milano che aveva individuato circa 170 ettari idonei all’insediamento delle attività di gioco lecito, pari al 2,6% del territorio urbanizzato di Ravenna. Secondo i giudici, questa superficie dimostra che non esiste un effetto espulsivo oggettivo e che il limite dei 500 metri dai luoghi sensibili costituisce uno strumento proporzionato al perseguimento delle finalità di tutela. L’impossibilità di concludere accordi commerciali per un immobile idoneo, ha precisato il Tribunale, non può essere imputata alla disciplina normativa.
La vicenda dovrebbe essere uno spunto di riflessione per tutta la popolazione, soprattutto perché situazioni di questo genere non interessano solo Ravenna, ma anche molti centri circostanti. Pensiamo ad esempio a Faenza e alle proteste per la sala slot di via Granarolo, che nel 2026 è già stata oggetto di una nuova raccolta firme.
Allo stesso tempo, la vicenda definitivamente conclusa dal Tar è emblematica delle crescenti difficoltà che caratterizzano il settore del gioco terrestre, sottoposto a vincoli sempre più stringenti in nome della prevenzione del gioco patologico. Un quadro in netto contrasto con l’andamento del comparto online, che continua invece a mostrare una vitalità sorprendente. I dati di settembre 2025 testimoniano una spesa complessiva di 274 milioni di euro nei casinò digitali, con un incremento del 13,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, a conferma di un trend di crescita ormai consolidato.
A guidare il mercato digitale è Lottomatica con una quota del 31,1%, seguita da Sisal al 12,1% ed Eurobet al 7,8%. Emergono anche operatori in forte ascesa come NetWin, che registra un balzo del 72,7%, e Sportbet, cresciuto del 60,8%. Il comparto si conferma altamente competitivo, con una forte concentrazione nelle mani dei primi player ma anche spazi significativi per brand emergenti capaci di proporre strategie innovative e un’esperienza utente sempre più curata e personalizzata.
Parallelamente alla crescita dei volumi, il mercato sta attraversando una rivoluzione regolamentare senza precedenti. Dal 13 novembre 2025 sono operative le nuove 52 concessioni, il cui costo è passato da 200.000 a 7 milioni di euro. Le nuove regole introducono tutele rafforzate per i giocatori: limiti di spesa e tempo per gli under 24 (massimo 50 euro e due ore al giorno), autoesclusione parziale da singoli giochi a partire dal 31 gennaio 2026, e identificazione tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica. Un periodo transitorio di sei mesi accompagnerà l’implementazione graduale delle novità normative.
Il confronto tra le restrizioni imposte al gioco fisico e la liberalizzazione del settore online solleva interrogativi sul futuro assetto del mercato. Come si evolverà un comparto che vede da un lato sale scommesse costrette alla chiusura per tutelare la salute pubblica, e dall’altro piattaforme digitali in piena espansione? La sfida sarà trovare un equilibrio sostenibile tra innovazione tecnologica, tutele per i giocatori e sostenibilità economica degli operatori, in un contesto normativo sempre più complesso e in rapida trasformazione.


























































