Il 30 dicembre è stato pubblicato dall’ Autorita’ di Bacino del Po l’aggiornamento del P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico) per come la Regione Emilia-Romagna dovrà prevenire le alluvioni e gestire il suo territorio nei prossimi anni.
“Il paradigma scelto da ADBPO è a nostro parere sbagliato, perché sceglie di “sacrificare” terreni e case predisponendoli all’allagamento , al posto di fare gli interventi necessari in montagna ed in collina” commentano da Roncalceci Gianluca Sardelli e Cinzia Pasi.
“Le alluvioni si “creano” nella prima parte del bacino imbrifero di un fiume, cioè sopra la via Emilia e normalmente vengono “subite” in pianura, a valle della via Emilia.
La scelta di prevedere delle aree di tracimazione controllata (aree identificate sulla carta dal PAI e predestinate all’allagamento) è secondo noi sbagliata e provocherà tanti danni alla campagna, alle colture, alle attività, agli immobili e ai cittadini che saranno coinvolti da questa scelta , a nostro parere scellerata.
I cittadini che si informano e che amano il loro territorio sono stanchi di subire passivamente questi comportamenti arroganti , calati dall’alto e totalmente distanti dai bisogni reali del territorio”.
Pasi e Sardelli annunciano una serie di azioni per incentivare la presentazione di osservazioni al piano e chiederne quindi modifiche.


























































