Sabato 27 marzo 2020 Lista per Ravenna aveva pubblicizzato la propria istanza al Comandante della Capitaneria di Porto di Ravenna avverso gli “allevamenti di molluschi nelle foci dei fiumi Lamone e Reno”, avendo raccolto la seguente apprensione: “Si è sparsa la voce che la Regione Emilia-Romagna ha autorizzato cooperative comacchiesi a pescare le vongole sui fiumi Lamone e Reno in territorio ravennate. Sono stati visti provare in acqua i cosiddetti turbosoffianti che distruggono tutto”. Effettuati accertamenti, avevamo purtroppo constatato come fossero in stato avanzato di rilascio, da parte dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente (ARPAE-SAC) di Ravenna, due concessioni per “occupazione spazio acqueo con boe per molluschicoltura” nel Fiume Reno e nel fiume Lamone ad altrettante cooperative di Comacchio. Avevamo affermato come tale attività, essendo sottoposta al distanziamento di dieci metri da riva, per rispetto dei capanni da pesca ricreativi esistenti, collocandosi perciò nella zona centrale degli alvei fluviali ad alcuni metri di profondità, necessiti di barche di quinta categoria dotate di turbosoffiante (idrorasca) vietato. Dicemmo inoltre come non potesse essere tollerata la navigazione nelle suddette aree fluviali essendo esplicitamente vietata dalla deliberazione della Giunta regionale n. 342 del 31 marzo 2015.

Era stata Lista per Ravenna a lanciare il primo allarme il 23 gennaio con un’interrogazione al sindaco intitolata “Allevamento delle vongole in fiumi ravennati concessi ad una cooperativa di Comacchio”, ritornando con un comunicato sull’argomento il 27 febbraio per giudicare “Fuori legge la pesca delle vongole alla foce del Reno” e “Riprovevole il via libera del Comune”, decidendo infine di rivolgersi alla Capitaneria quando le cose si sono effettivamente dimostrate come sopra riportato.

LA DECISIONE DI ARPAE
Dalla documentazione ricevuta in risposta dall’ente marittimo, risulta ora, da un lato, che le aree richieste in concessione, benché a ridosso delle foci del Lamone e del Reno, sono fuori del demanio marittimo, di competenza perciò della Regione e non della Capitaneria; ma dall’altro che ARPAE, a seguito della conferenza dei servizi telematica sincrona del 29 marzo 2021, ha disposto gli atti di diniego delle autorizzazioni richieste “alla navigazione e detenzione dello strumento cosiddetto idrorasca”. Il contrario di quanto aveva invece ammesso con la Conferenza dei servizi conclusiva della prima richiesta di concessione sul fiume Reno alla cooperativa omonima, evidentemente abortita poco prima di nascere, dopo che Lista per Ravenna la fece venire allo scoperto. Abbiamo in mano le prove.

Ciò solleva di molto dalle preoccupazioni maggiori, limitando fortemente lo sfruttamento della concessione ai fini ipotizzati. Il divieto di navigazione e di uso di idrorasca adibita all’allevamento fa infatti sì che la pesca al centro del fiume possa essere svolta solo con l’uso di autorespiratori munito di un’autorizzazione abilitativa non richiesta all’atto dell’istruttoria. Molta attenzione dovrà comunque porsi ad immergersi nelle acque fluviali, col pericolo generico delle correnti variabili e con il possibile scorrimento di materiali residui pericolosi. Mettiamo infine le mani avanti per avvisare che nelle suddette acque fluviali l’allevamento di una specie alloctona come la vongola filippina è vietato dal decreto del ministero dell’Ambiente 2 aprile 2020. I cittadini che vivono o frequentano quei posti hanno occhi per vedere e voce per dirlo a Lista per Ravenna.