Terminano gli scavi archeologici a Ceparano: riportate alla luce le antiche mura e sepolture

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Non una semplice torre, ma un vero e proprio castello a San Giorgio in Ceparano, grande quanto il castello di Rontana, ritenuto uno dei più importanti scavi archeologici dell’età medievale. Edificato nel X secolo e abbandonato intorno al 1500, il castello è stato al centro di una nuova campagna di scavi condotta dall’Università di Bologna che si concluderà nella giornata di venerdì. Una squadra composta da una decina di studenti, coordinati dai professori Enrico Cirelli e Debora Ferreri, dal 6 luglio, ha riportato alla luce le antiche mura attorno alla torre, un’area sepolcrale e un ossario, con ancora all’interno corpi in ottimo stato di conservazione. 70-80 si ipotizza fossero gli abitanti del castello, un luogo quindi vivo, di importanza strategica militare ma anche economica.

Grazie alle scoperte di quest’anno, probabilmente l’Università di Bologna continuerà gli scavi sopra Marzeno anche in futuro, con il contributo del Comune di Brisighella, della locale Pro Loco, della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e del parco della Vena del Gesso. Nel frattempo, i recenti ritrovamenti hanno già attirato nel sito centinaia e centinaia di curiosi.