Tardi (Cambierà) su risposte dell’Ausl sul Reparto di Medicina:” Il vuoto”

0
374

14/05/2018 – Samantha Tardi, consigliera comunale di Cambierà e’ critica rispetto alla risposta dalla Ausl Romagna in merito alla situazione critica nel Reparto di Medicina interna dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Le risposte, lette in sede di Consiglio Comunale dal Sindaco Michele De Pascale, ma scritte dal Dott. Franco Falcini per conto del Direttore Generale AUSL Romagna e dal Direttore Direzione Medicina P.O. Ravenna Dott. Paolo Tarlazzi, evidenziano secondo la Tardi “quanto il “pianeta direttivo” dell’Area Vasta risulti distante anni luce dalla quotidianità del nostro nosocomio, sia quanto il nostro Sindaco, massima autorità comunale con delega alla sanità, in realtà altro non faccia che leggere lettere scritte da terzi nella più totale abulia”. “La prima giustificazione al gravoso intasamento del reparto di Medicina Interna – spiega la consigliere – la troviamo nel picco influenzale di gennaio 2018, determinato, a lor dire, dall’indice di vecchiaia della Provincia di Ravenna, il più alto tra le varie province dell’Area Vasta. Quale sia però il substrato culturale che lega l’età media degli abitanti di Ravenna e provincia al virus influenzale non è dato sapere. Secondo i Dottori Falcini e Tarlazzi, poiché l’indice di vecchiaia è alto, altrettanto alta è la morbilità per influenza, il che significa che gli anziani risultano quei soggetti che più si ammalano durante il picco, nonostante siano – in teoria – la categoria più vaccinata contro il virus influenzale e quindi dovrebbero essere tra i più tutelati e protetti. Ci si domanda, perciò, quanto siano efficaci i vaccini antinfluenzali che i medici di base tanto promuovono. Curioso altresì apprendere come il ricovero per influenza sia ormai diventato la regola e non l’eccezione; regola, purtroppo, ormai dettata dalla sin troppe volte richiamata inefficienza della medicina territoriale che nessuno riesce veramente a governare. Questo aspetto – che trova riscontro nell’aumentato numero di accessi al Pronto Soccorso, come riportato dai Dottori Falcini e Tarlazzi, passato da 18.564 accessi nel periodo 01/01/17 – 08/04/17, ai 19.861 dello stesso periodo 2018 – non viene minimamente preso in considerazione dagli scriventi come potenziale causa di un collasso così evidente di un’intera Unità Operativa, ma viene superficialmente utilizzato come motivo di disservizio globale per il quale prenderne banalmente atto, senza risoluzioni possibili. Di contro, però, – prosegue la consigliera di Cambierà – una attenta analisi meteo la fa da padrona, in quanto si rammenta al lettore che, essendo aprile diventato un mese piuttosto variabile e “pazzerello” quanto marzo, il contenimento dell’epidemia risulta sempre più ostico e difficile. Nel menzionare la mancata richiesta di appoggi internistici ai reparti chirurgici, facendola passare come un gesto di clamorosa generosità, ed affermando di aver “solo” domandato una “calibratura” più precisa delle liste operatorie, di fatto non si chiede altro che una riduzione delle stesse attività operatorie, innescando un potenziale dannoso effetto domino sulla qualità del servizio offerto (anche) da quella Unità Operativa. Per quanto riguarda la notizia che vedrebbe il reparto di Medicina Interna quale ulteriore sede dell’Università, si afferma che questo processo costituirebbe “una grande occasione per una forte crescita culturale dell’area internistica che potrà beneficiare del fecondo interscambio tra ricerca ed assistenza”, lasciando intendere che tale Unità Operativa attualmente non goda di sufficiente grado di professionalità e cultura. La parola “interscambio”, poi, indica un flusso in doppio senso, ai cui estremi troviamo l’Università (ricerca) e l’Ospedale (assistenza), quest’ultimo, però, in gravosa difficoltà e ben poco in grado, al momento, di partecipare a questo “fecondo” scambio di positività culturali. Non sarebbe pertanto il caso di smettere di lanciare fumo negli occhi sia agli Operatori Sanitari, che alla cittadinanza, e prendere coscienza dell’urgenza che si ha di risoluzione dei problemi, chiedendosi altresì come mai si evidenzi una così alta penuria di medici internisti (ben 4 internisti hanno chiesto ed ottenuto il trasferimento a Cesena)? La risposta, fosse stata ben letta, è scritta nella lettera che gli stessi Medici del reparto di Medicina Interna hanno scritto, più volte, alla Direzione Sanitaria ed allo stesso Sindaco: carico di lavoro eccessivo, poco protetto, non tutelato e mal gestito a cui si dovrebbe immediatamente mettere mano. Il dato che emerge da questa vicenda e dalle relative risposte pervenute ha un sapore amaro – conclude la Consigliera: la Dirigenza dell’Area Vasta dimostra di ascoltare poco, di osservare poco, di avere molta presunzione e soprattutto la totale incapacità di offrire idee costruttive e concrete per la risoluzione dei problemi; il nostro Sindaco Michele De Pascale, di contro, accettando di leggere quelle poche e vuote righe senza alcuna opposizione, dimostra sempre più quanto manchi di carattere e polso per essere incisivo e ficcante nei tavoli regionali preposti, per trovare le soluzioni necessarie al nostro ospedale”. Non ci siamo e potrebbe essere sempre peggio.