“Giunge ai nostri recapiti una segnalazione fotografica a dir poco inquietante. Due cacciatori di area ravennate avrebbero compiuto, pochi giorni fa, una strage di lepri, a spregio di ogni regolamento venatorio in corso”. A segnalarlo sono le associazioni Animal Liberation, AVI Associazione Vegani Internazionale, C.L.A.M.A. Ravenna Onlus, Comitato Referendum Sì Aboliamo la caccia, Italia Nostra sezione di Ravenna e O.I.P.A. Ravenna OdV che con una nota stampa condivisa hanno voluto denunciare l’episodio, sul quale però devono essere ancora svolti accertamenti.

“Inevitabile per loro, farne pubblico vanto, come i tempi della preistoria, o forse anche peggio, perché oggi, diversamente da allora, nessuno muore di fame” criticano le associazioni.
“Naturalmente, saranno le mele marce di una categoria che invece si accredita, rincorsa con la lingua di fuori da vecchi e nuovi partiti o liste a caccia assetata anche loro, ma di voti, dicevamo, le mele marce della famosa categoria del “cacciatore ambientalista” che si accredita come unico conoscitore e vero tutore dell’ambiente, quelli che a colpi di pallini al piombo cartucce in plastica scaricati ovunque e decine e decine e decine di capi abbattuti contribuiscono alla protezione dell’ambiente, della biodiversità e degli habitat protetti. Peccato, però, che ad oggi, se la segnalazione risponde al vero – ma pare non vi siano molti dubbi – non risulti alcuna pubblica denuncia di questi salvatori dell’ambiente contro le suddette “mele marce”. Ma che differenza c’è tra due che ne abbattono venti in un colpo solo rispetto a venti che ne abbattono (stando nelle regole) una? Il nuovo regolamento che consente la caccia nel Parco del Delta del Po, nelle aree cosiddette “preparco” (pinete ravennati, Pialasse, Bardello, Valli di Comacchio, ecc.), ad esempio, benedetto con tutti gli onori dalle associazioni venatorie e dalla nuova dirigenza, contraddice la legge nazionale sulla caccia ed invoglia l’accoglienza di cacciatori anche extra comune di appartenenza: un valore aggiunto del nostro territorio che va assolutamente preservato, aumentato e coccolato. Come dar loro torto, alla luce dei cambiamenti climatici e della distruzione degli habitat che cancellano ogni scenario previsto? Scandalosa Ravenna e scandalosa politica cieca ed antidiluviana: invitiamo, ora, anche alla luce di queste immagini sconvolgenti, a riflettere sul futuro della tutela dell’ambiente, della biodiversità, del benessere animale, considerando attentamente i partiti e le liste i quali, a ginocchia piegate, si apprestino ad elemosinare i voti per le prossime amministrative dalla categoria venatoria.
Invitiamo inoltre chi di dovere ad esperire tutti gli accertamenti del caso per verificare la segnalazione e premiare questi benefattori”.