“Come era ampiamente prevedibile le associazioni di rappresentanza che siedono all’Albo dell’autotrasporto hanno dimostrato tutta la loro incapacità a risolvere i veri problemi che oggi gravano drammaticamente sul mondo dell’autotrasporto. Il fatto che l’incontro con la viceministro Bellanova, il secondo in pochi giorni, si sia concluso con un nulla di fatto, senza alcun tipo di intervento concreto da parte del Governo per calmierare il costo del gasolio, è gravissimo”. A parlare è la portavoce dell’associazione dei piccoli e medi imprenditori dell’Autotrasporto, Cinzia Franchini. Parole che arrivano a pochi minuti dalla chiusura del Tavolo dell’Autotrasporto convocato oggi al Ministero dei Trasporti.

“Associazioni che fino a ieri andavano a braccetto col Governo e che si lanciavano pochi mesi fa in ingiustificati plausi e ringraziamenti, oggi sono evidentemente in imbarazzo e senza strumenti per poter rappresentare le ragioni di aziende sull’orlo della chiusura a causa, in primis, dell’impennata incontrollata del carburante – continua Cinzia Franchini -. Così, mentre le associazioni non possono permettersi di proclamare un fermo, il mondo reale, quello fatto di tanti piccoli e medi imprenditori sta organizzando azioni autonome, superando a destra enti incapaci di rappresentarli. Ruote Libere starà sempre fermamente dalla parte della legalità e i blocchi stradali vanno condannati, detto questo oggi in Italia si sono registrate molte azioni di protesta. In  diverse Regioni, Sicilia, Puglia, Lazio, i camionisti hanno lasciato i loro mezzi nei piazzali. Non hanno trasportato le merci e hanno spento il motore dei loro autocarri. Un fatto questo mai accaduto in precedenza e dettato dall’esasperazione per l’aumento incontrollato di tutti i costi di gestione aziendale. Il senso di responsabilità gli autotrasportatori lo hanno dimostrato per anni, ora tocca al Governo. Per questo Ruote Libere rilancia il proprio appello al Ministro Giovannini e alla viceministro Bellanova affinchè si metta in campo subito un taglio del carburante attraverso le leve della sterilizzazione dell’Iva sulle accise e della accisa mobile. Senza queste misure sarà inevitabile proseguire sulla strada della protesta, sempre legale certo, condannando i blocchi, ma consapevoli dei disagi provocati alle attività produttive e al Paese. Consapevoli allo stesso tempo della comprensione che gli altri settori hanno e avranno verso un mondo imprenditoriale che oggi rischia il collasso”.