Rolando (Lega) paragona transgender a persone che si accoppiano con animali. Divampa la polemica

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L’Arcigay di Ravenna contro il consigliere comunale della Lega Gianfilippo Rolando, faentino di nascita, ma residente da tempo a Ravenna. È scoppiata la bufera dopo l’incontro organizzato nella serata di ieri dai comitati Pro Vita dal titolo “La teoria del Gender. Attualità e risvolti culturali”. L’incontro era ospitato nella sala «Don Oreste Benzi» dell’ostello Galletti Abbiosi (via di Roma n. 140, Ravenna). Dopo gli articoli di stampa apparsi sui vari media locali i giorni antecendenti l’incontro, Arcigay Ravenna aveva deciso di partecipare alla conferenza per ascoltare i relatori. Presenti anche i genitori di Greta Berardi, l’adolescente balzata agli onori delle cronache nazionali per aver scelto di vivere la sua vita da donna. Il caso di Greta era stato citato da una delle ospiti del convegno, la professoressa Giorgia Brambilla, docente di Morale e Bioetica all’Ateneo Pontificio Regina Angelorum e i genitori avevano così deciso di confrontarsi direttamente con una delle protagoniste della serata, che aveva definito un pericolo parlare di diversità di genere a scuola.

Sebbene le premesse non fossero delle più concilianti, a far scoppiare l’ira di Arcigay, dei genitori di Greta e di altre persone presenti in sala non sono state tuttavia le tesi, già ampiamente conosciute, dei relatori e degli organizzatori della serata, ma il consigliere comunale della Lega. Gianfilippo Rolando ha infatti chiesto di intervenire come altre persone del pubblico presenti in sala. Come si può vedere nel video postato su Facebook da Arcigay di Ravenna, il consigliere del Carroccio ha equiparato le persone transgender a persone che hanno rapporti sessuali con animali.

La stessa Arcigay ha quindi diffuso un comunicato pretendo le scuse del consigliere leghista:

“Mi pare doveroso raccontare a quanto abbiamo assistito ieri sera nella sala del convegno dove relatori sulla “Teoria Gender” dove relatori erano la Professoressa Giorgia Brambilla ed il Professor Pierluigi Pavone” scrive il presidente di Arcigay Ciro Di Maio.
“La relatrice ha portato una serie di tesi raccontando ai presenti che queste sono supportate da studi scientifici senza menzionarne nemmeno uno. Alla stregua di una caccia alle streghe sono state divulgate pseudo-verità su cui neanche voglio soffermarmi perchè quanto di importante vorrei dire è come un consigliere comunale, nello specifico in questo caso della Lega, in una sala pubblica si permetta di rivolgere offese inaudite con parole di una violenza allucinante.

Sono arrabbiato, deluso e schifato. Ad una persona che si occupa della “cosa pubblica” non dovrebbe essere permesso di usare parole del genere parlando di cittadini e cittadine, non dovrebbe essere permesso offendere senza conseguenze. Questo accade nel 2020 ancora, accade perchè in Italia tutt’ora manca una legge contro l’omofobia e l’assenza di una legge che contrasti questi atti fa si che qualcuno si senta autorizzato a ferire con tale violenza qualcun altro.
Consigliere Rolando chieda scusa, chieda scusa a Greta di cui poco prima aveva parlato suo padre. Chieda scusa ai genitori di Greta che hanno dovuto patire la violenza del suo “pensiero”. Chieda scusa alla comunità LGBT+, non solo locale, che ha profondamente offeso. E chieda scusa a tutte quelle persone che quando sentono qualcuno parlare come ha fatto lei ieri sera hanno pensieri ed istinti suicidi”.

Ad Arcigay si aggiunge il padre di Greta, Luigi Berardi:

“Visto che la dottoressa Brambilla ci aveva citato in un intervista del mattino tenendo lei e il dott. Pavone una conferenza sull’ideologia gender e sulla pericolosità di parlare di diversità di genere a scuola ho deciso di andare ad ascoltare .

Confesso che mi ero ripromesso di non intervenire ma non ce l’ho fatta e ho chiesto che visto che circa dieci anni di terapia psicologica non erano serviti a niente e mia figlia stava maturando l’idea del suicidio, cosa dovevo fare se non chiedere la terapia con i bloccanti per fermare il suo sviluppo al maschile e dargli tempo per maturare le sue decisioni ? E visto la sua situazione a scuola come posso sperare di migliorare le cose se non informando ragazzi e insegnanti di cosa sia la disforia di genere?
Onestamente non so dire cosa mi sia stato risposto perché il ricordo è stato cancellato dal consigliere leghista di cui non voglio citare il nome che è intervenuto chiedendo se la sofferenza può essere una giustificazione per un fenomeno che comprende anche confusioni di genere fra persone e animali ad esempio quelli che si accoppiano con i cani….Non ce l’ho fatta più mia figlia come dei depravati chiaramente malati e non è stato questo a spingermi ad uscire precipitosamente ma lo schifo per le persone come mia figlia che quell uomo mi trasmetteva la sua voce tremava di ripugnanza .Pensieri foschi mi hanno avvolto sono dovuto uscire”
A pretendere le scuse del consigliere Rolando sono anche il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, e l’assessore all’istruzione Ouidad Bakkali:
“Apprendiamo da piu fonti, presenti ieri sera ad un incontro tenutosi a Ravenna, delle vergognose e offensive parole pronunciate dal consigliere leghista Rolando, alla presenza del papà di Greta, giovane ragazza che insieme alla sua famiglia sta affrontando un lungo e difficile percorso di transizione. Ebbene il consigliere avrebbe paragonato la disforia di genere alla confusione tra persone ed animali o addirittura all’accoppiamento tra persone e animali.
Questo linguaggio è violento e intollerabile, preludio di condotte discriminatorie che dobbiamo combattere.
Chiediamo al consigliere Rolando di rivolgere doverose scuse per quanto detto, non solo a Greta e alla sua famiglia, ma per le centinaia di esperienze come le sue per le quali urge, non creare disinformazione e pregiudizio come da lui fatto ieri, ma adeguate norme e supporto”.
Si smarca dal proprio collega di partito Samantha Gardin, coordinatrice provinciale della Lega:
“In merito a quanto postato dal Sindaco De Pascale per l’intervento del consigliere Rolando, non posso entrare nel merito di quanto ha dichiarato non essendo presente. Prendendo atto di quello che ho letto, condanno ogni forma di discriminazione verso ogni persona. Ogni individuo ha diritto ad essere chi si sente di essere.Nessuno ha il potere di giudicare le scelte altrui. La crescita e il supporto della famiglia nel periodo dell’adolescenza è il dono più grande per un figlio, perché è momento di maggior fragilità. Un plauso a questi genitori coraggiosi”.