Riforma autonomia: aumenterebbero medici e pazienti che dal Sud si sposterebbero al Nord Italia

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La riforma Calderoli applicata alla sanità porterebbe ad aumentare l’esodo verso nord di medici e pazienti del sud Italia. Sindacati e Ordini dei Medici hanno evidenziato come il disegno di legge sull’autonomia differenziata creerebbe una stortura all’interno della sanità nazionale. Le regioni infatti più virtuose in ambito ospedaliero potrebbero garantire stipendi maggiori ai propri medici. Secondo i sindacati il rischio è di andare a creare una sorta di calciomercato dei medici, soprattutto giovani, spinti ad accettare stipendi superiori al nord Italia, in particolare in quei reparti, come il pronto soccorso, dove oggi la carenza di professionisti è diffusa in tutto il Paese. Una stortura che colpirebbe anche il sistema universitario, nelle borse di studio delle scuole specialistiche.
Stesso discorso per i pazienti. Già oggi infatti Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto sono le regioni che maggiormente ricevono pazienti dal sud Italia, dalla Campania, dalla Calabria, dalla Sicilia o dalla Puglia. Con la riforma, la movimentazione potrebbe aumentare, causando però anche un carico di lavoro maggiore per le aziende sanitarie e quindi maggior lavoro per reparti alle prese con carenza sia di medici che di infermieri.