Come la luna – che ora splende candida sulle note di Casta Diva, ora si tinge di rosso nella chiamata alle armi – così muta Norma, dal biancore delle vesti sacerdotali al nero pece del segreto di due figli nascosti in un antro, all’oscurità della più violenta delle tentazioni: dopo un debutto salutato dall’entusiasmo del pubblico, la nuova produzione di Norma torna al Teatro Alighieri martedì 5 novembre, alle 20.30, per aprire il secondo dei tre trittici che compongono questa Trilogia d’Autunno. A guidare e ispirare il team creativo la regia di Cristina Mazzavillani Muti, capace di sospendere il dramma in una dimensione che oscilla fra la concretezza della natura e la dimensione del mito, mentre è Alessandro Benigni a dirigere i musicisti dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”. Il percorso “dal belcanto agli albori del Verismo” che conclude la XXX edizione di Ravenna Festival continua mercoledì 6 novembre con Aida, per approdare di nuovo a Carmen giovedì 7.

Il soprano coreano Vittoria Yeo – già applaudita Lady Macbeth fin dal debutto della produzione nella Trilogia 2013 – è Norma, figlia del capo dei druidi e sacerdotessa che ha violato i voti per amore di un romano. Come già accaduto in occasione della prima, Giuseppe Tommaso – annunciato nel ruolo di Pollione – sarà in scena ma, a causa di un’acuta infiammazione alle vie respiratorie, la sua parte sarà cantata dal tenore Riccardo Rados dal proscenio. Questi sarà a propria volta sostituito nel ruolo di Flavio da Andrea Galli.
Il basso Antonio Di Matteo è Oroveso, padre di Norma, e il soprano turco Asude Karayavuz sperimenta i panni di Adalgisa, rivale in amore della protagonista. Completano la compagnia di canto Erica Cortese, la fida Clotilde, e Riccardo Rados, l’amico di Pollione Flavio. Il nuovo Coro “Luigi Cherubini” è preparato da Antonio Greco, mentre gli strumentisti di palcoscenico – in collaborazione con gli Istituti Superiori di Studi Musicali “G. Verdi” di Ravenna e “B. Maderna” di Cesena e con Romagna Brass – sono diretti da Alicia Galli. Accanto a Cristina Muti, lo scenografo e visual designer Ezio Antonelli, il light designer Vincent Longuemare, il video programmer Davide Broccoli e ai costumi Alessandro Lai. In scena anche il libro Preghiera, una creazione di Matteo Drudi dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

In occasione di tutte le recite il pubblico potrà usufruire di Lyri, l’app gratuita e multilingue che permette di visualizzare il libretto su smartphone e tablet.

Info
: 0544 249244 www.ravennafestival.org