Resta aperto il confronto sulla decisione della Soprintendenza di procedere alla rimozione del Mosaico Montalbini, l’opera contemporanea collocata sotto Porta Adriana. In attesa di chiarimenti ufficiali, si chiede di conoscere nel dettaglio quali siano state le motivazioni che hanno portato a questa scelta.
Secondo Igor Gallonetto, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, l’opera non sottrae nulla al valore storico e paesaggistico del monumento, ma al contrario ha aggiunto un elemento di richiamo artistico e identitario a una pavimentazione destinata, con la rimozione, a tornare anonima.
«È con interesse – afferma Gallonetto – che attendiamo di conoscere la o le ragioni che hanno condotto la Soprintendenza a optare per la rimozione. Una risposta dovuta non solo alle istituzioni, ma anche ai tanti ravennati e visitatori che avevano apprezzato l’intervento».
Il capogruppo M5S richiama inoltre il valore simbolico dell’opera, realizzata appositamente in occasione dell’inaugurazione della Biennale del Mosaico, e la scelta di collocarla fuori da un contesto museale, rendendola fruibile quotidianamente e accessibile a tutti, proprio all’ingresso nobile del centro storico cittadino.
Una collocazione che, secondo Gallonetto, aveva contribuito a rafforzare il dialogo tra mosaico contemporaneo, spazio urbano e patrimonio storico, in una città che fonda gran parte della propria identità culturale su questa tradizione artistica.
Ora l’attenzione si concentra sulle spiegazioni che la Soprintendenza fornirà, ritenute fondamentali per comprendere una decisione che continua a suscitare dibattito e attenzione nella comunità ravennate.


























































