'Ndrangheta: Gdf confisca beni a 'uomo fiducia' Femia

È scattata all’alba di martedì l’operazione “Galateo” della Guardia di Finanza di Rimini, che ha smascherato una sofisticata frode fiscale internazionale nel settore del commercio all’ingrosso di apparati elettronici ed elettrodomestici. Gli inquirenti delle Fiamme Gialle hanno scoperto un giro di false fatture, per un ammontare di oltre 108 milioni di euro, e stanno eseguendo una serie di sequestri per equivalente nei confronti dei cinque principali responsabili per un ammontare di oltre 13 milioni di euro. In tutto, tra persone fisiche e società, sono 101 i soggetti coinvolti con ditte che hanno sede sia in Italia che in Paesi europei ed extraeuropei.

L’operazione è partita con la verifica fiscale nei confronti di alcuni soggetti, poi risultati evasori totali, facendo emergere una frode carosello attraverso l’interposizione negli acquisti e cessioni di merce. Il meccanismo fraudolento, per effetto dell’Iva non versata a monte, ha permesso alle aziende presenti a Rimini, Forlì e Cervia di acquistare beni a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di mercato e di rivenderli alterando la concorrenza del mercato e, allo stesso tempo, di realizzare ingenti guadagni nell’arco tra il 2008 e il 2015.

Le imprese – tutte romagnole – coinvolte nell’operazione hanno potuto beneficiare di questa frode utilizzando nella loro contabilità fatture false per un imponibile di circa 62 milioni di euro con una evasione di Iva per oltre 13 milioni di euro.Tutte operanti nel settore dell’elettronica e degli elettrodomestici, nei confronti dei cinque amministratori di queste (due residenti a Rimini di 64 e 63 anni, due a Forlì di 55 e 65 anni e uno a Cervia di 46 anni) il Gip ha disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie. Sono stati questi che, materialemente, hanno beneficiato del giro di fatturazione false mentre gli altri 40 indagati, secondo gli inquirenti delle Fiamme Gialle, sono le “teste di legno” che gestivano il giro delle cartiere.

Al momento, nei confronti dei cinque principali indagati, sono state sequestrate quote societarie per un valore di 2,1 milioni di euro, 4 fabbricati per un valore di 1 milione di euro e 7 terreni del valore di 150mila euro. Sono in corso ulteriori accertamenti in diverse città d’Italia per individuare ulteriori disponibilità economiche. Nei confronti dei soggetti riminesi è stata sequestrata una società immobiliare di Brindisi, gli immobili, invece a Forlì sono finiti sotto sequestro una villa, due appartamenti e un garage. Ulteriori rogatorie sono state avviate nella Repubblica di San Marino, in Svizzera e nel Principato di Monaco.