“A ormai più di 7 mesi dalla Dichiarazione di Emergenza Climatica del Comune di Ravenna, parte del mondo politico locale non prende posizioni determinanti sulla prioritaria necessità di riconvertire il settore estrattivo” dichiara il movimento Fridays for Future.

“La mozione che fu approvata in Consiglio il 16 luglio scorso rischia di rimanere solamente un documento di intenti e non motore di consapevolezza dei mutamenti climatici in atto e delle conseguenze dirette ed indirette che avranno sulla vita di tutti noi” – commentano dal movimento.

Un documento che si contrappone al precedente manifesto “Ravenna capitale dell’energia” sottoscritto dallo stesso Comune e dal mondo economico i cui toni ritroviamo ancora oggi nella richiesta di consentire il rilancio delle attività estrattive a Ravenna: “nell’appello verso il Ministero, non si faccia lo stesso errore di proporre un documento anacronistico, ma si chieda un impegno in termini di risorse per gli investimenti sul rinnovabile!”

“Il tempo stringe e la necessità di rimanere in linea con gli obiettivi europei che vedono un taglio delle emissioni di gas climalteranti del 55% entro il 2030 e azzeramento delle emissioni nette al 2050, si fa sempre più urgente. Serve una forte presa di posizione della politica per l’indirizzamento del settore industriale verso seri piani di investimento sul rinnovabile (e non solo qualche progetto sperimentale di energia da moto ondoso).” – sottolinea il movimento.

Infine, il movimento invita i Gruppi Consiliari a verificare lo stato di avanzamento degli obiettivi indicati all’interno della mozione, in quanto il tempo stringe e gli obiettivi vanno raggiunti con urgenza.

“Da “Ravenna capitale dell’energia”, a “Ravenna capitale dell’energia rinnovabile” cercando di mettercela tutta per farlo il prima possibile. Senza lasciarsi condizionare dagli interessi economici della lobby del fossile e ricordando che il 24 aprile scenderemo nuovamente in piazza.”- concludono.