Con risorse per oltre 2 miliardi di euro, l’Emilia-Romagna avvia un nuovo ciclo di programmazione dei Fondi europei per il 2021-2027: sono 780 milioni in più rispetto al settennato precedente. Quasi un terzo delle risorse del Fondo europeo sviluppo regionale (FESR), 307 milioni, sarà destinato alla lotta al cambiamento climatico, sostenendo progetti che guardino a una economia verde e resiliente. Il 50% del Fondo sociale europeo (FSE+), 502 milioni di euro, sarà invece orientato all’occupazione, a partire da quella giovanile e con un’attenzione specifica a quella femminile. Almeno il 10% di tutti i fondi dovrà coprire progetti riguardanti i territori più fragili, in particolare le aree interne e i comuni dell’Appennino.

Per i fondi per le aree urbane, le città di medie dimensioni e le Unioni di Comuni avanzate come l’Unione della Romagna Faentina e l’Unione della Bassa Romagna, saranno equiparate ai capoluoghi di provincia.

 

Cosa andranno a finanziare i fondi

FESR  La Giunta ha deciso che oltre il 30% delle risorse sia destinato alla lotta al cambiamento climatico, orientando le attività previste nel Programma – sia in modo dedicato che trasversale – alle soluzioni e agli interventi per un’economia verde, sostenibile  e resiliente.

Più nel dettaglio, questa la suddivisione delle risorse: 530 milioni di euro a innovazione, ricerca e competitività; 303 milioni a sostenibilità, decarbonizzazione, biodiversità e resilienza; 40 milioni a mobilità sostenibile e qualità dell’aria; 120 milioni ad attrattività, coesione e sviluppo territoriale. 31,2 milioni sono riservati alla gestione del programma.

FSE+ – In questo caso, 162 milioni di euro verranno utilizzati per l’occupazione e 340 milioni per l’occupazione giovanile; 202 milioni andranno a istruzione e formazione, 288 milioni all’inclusione sociale. Anche qui, 31,2 milioni di euro alla gestione tecnica del programma.

Le azioni di entrambi i programmi sono state elaborate in coerenza con le principali strategie europee e nazionali, per dare attuazione territoriale alla politica di coesione. In maniera coerente, in particolare, con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).