Le autorità giudiziarie del Kenya avrebbero emanato un mandato d’arresto per il direttore generale di CMC Paolo Porcelli, in precedenza direttore costruzioni estero e direttore Africa Australe della cooperativa. Il nome di Porcelli sarebbe emerso all’interno di un’inchiesta per corruzione legata al settore delle energie rinnovabili che ha portato all’arresto del ministro delle finanze del Kenya, Henry Rotich. È stata la Reuters a dare per prima la notizia che ora sta rimbalzando su tutti i media locali e nazionali. La corruzione riguarderebbe la costruzione di due dighe da parte della CMC. Altre 20 persone sarebbero coinvolte.

Secondo le prime indiscrezioni, l’appalto di costruzione delle dighe sarebbe stato vinto grazie ad un’offerta di quasi 170 milioni superiore al contratto originale, passata da 446 milioni di dollari a 610 milioni. Il capo della polizia keniota, George Kinoti, ha affermato che i pubblici ministeri hanno chiesto aiuto alle autorità britanniche e italiane e che potrebbero emergere ulteriori accuse.

“In relazione alle notizie relative all’inchiesta in Kenya sulla diga di Arror e Kimwarer” ha commentato la cooperativa ravennate “Cmc Ravenna rende noto di non essere ad oggi stata informata né di aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle Autorità keniane sulle decisioni assunte e riportate dalla stampa. Cmc è certa della correttezza dell’operato dell’azienda e dei suoi rappresentanti, sia in Italia sia all’estero, in particolare su questa vicenda”.