“Dopo il difficile parto del regolamento di assegnazione palestre, finalmente sono arrivati i conferimenti  ed i relativi calendari. Diversi sono i punti che saltano immediatamente all’occhio, soprattutto per gli orari serali, i quali, si sa, sono da sempre i più ambiti: innanzitutto vediamo palestre quasi totalmente vuote (ad esempio il Liceo Classico e Porto Fuori), a seguire si palesa una drammatica scomparsa di diverse squadre/società amatoriali ed emerge un evidente oligopolio delle palestre da parte delle maggiori società ravennati”.

Puntano il dito contro l’assegnazione delle palestre Samantha Tardi, Capogruppo CambieRÀ in consiglio comunale, e Daniele Mazzoli, capogruppo CambieRÀ Area Ravenna Sud

“Purtroppo la scomparsa di realtà sportive amatoriali è una conseguenza sia del Covid che dello scarso interesse della politica e delle istituzioni per lo sport amatoriale. Da come sono state assegnate le suddette palestre è altresì evidente che, a Ravenna, risulta indiscutibilmente dominante il volere di alcune società sportive (di Pallavolo principalmente) che, oltre ad essere in cronico ritardo con i pagamenti, tendono a monopolizzare luoghi e fasce orarie andando a penalizzare tutto lo sport amatoriale, il quale deve, suo malgrado, adeguarsi e barcamenarsi tra allenamenti da svolgere in palestre diverse e fasce orarie a volte diverse da quelle richieste in origine e basate sulle proprie esigenze” criticano i due esponenti di CambieRÀ.

“Alcune società, tra le altre cose, lamentano anche un sistema di assegnazione che rasenta la follia e ne evidenzia la totale incapacità tecnica dell’Ufficio Sport: nel modulo da compilare per richiedere l’uso dei locali, viene chiesto di indicare, in ordine di preferenza, le palestre che le varie Società vorrebbero vedersi assegnate.
Queste preferenze, in alcuni casi (ad esempio il Basket), sono vincolate da omologazioni particolari (parquet, segna punti elettronico, tribune, ecc…) e chi assegna fisicamente le palestre dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere a conoscenza di tutto questo.
Invece, oltre a bypassare quasi completamente l’ordine di preferenza indicato nel modulo, saltellando qua e là nelle assegnazioni senza seguire in ordine logico, e per singole società, la procedura, partendo dalla prima scelta, fino ad arrivare all’ultima opzione, in caso di occupazione precedente,  alcune Compagnie si sono ritrovate a dover fruire di palestre prive delle specifiche omologazioni indispensabili per lo svolgimento dei campionati, come se il Dirigente preposto non avesse alcuna conoscenza dei luoghi che lui stesso assegna”.

 

“A tutto questo va aggiunto il continuo chiudere occhi da parte dell’Ufficio Sport nei confronti di quelle Società Sportive, anche note, che non pagano il dovuto, accumulando decine di migliaia di euro di debito, in deroga ad un regolamento che invece le vedrebbe escluse da qualsivoglia assegnazione” criticano Mazzoli e Tardi.

“Tutto questo avviene anche grazie al giochino del cambio di ragione sociale, tramite il quale alcune Società, avvalendosi di una nuova verginità, riescono ad aggirare il regolamento evitando esclusioni e rientri finanziari, con buona pace dell’Amministrazione ravennate che, pur consapevole, non ha mai predisposto una modifica regolamentare per ovviare al problema.

 

È del tutto evidente quindi quanto le Società “minori”, pur ottemperando con fatica ai propri doveri finanziari, siano completamente smagate da questa situazione frustrante ed ai confini della realtà”.

 

Le critiche di CambieRÀ investono tutta la macchina comunale “Questa gestione surreale delle assegnazioni dimostra non solo quanto chi opera all’interno dell’Ufficio Sport sia completamente alieno e distante dalla quotidianità sportiva cittadina, ma pone in luce anche quanto menefreghismo vi sia nei confronti dello sport amatoriale come pilastro fondamentale per la comunità ravennate sia giovane che meno giovane, senza tener conto che, statisticamente, la percentuali di coloro che diventeranno poi dei professionisti è nettamente inferiore rispetto a coloro che rimangono amatoriali tutta la vita.

Uccidere lo sport amatoriale, perchè è questo che stanno facendo, significa privare del piacere di fare sport la propria cittadinanza e non basterà certamente dare nomi a richiamo sportivo a liste candidate per recuperare il bug che si è ormai creato tra chi amministra e chi fa sport e congregazione sul territorio.

Auspichiamo che chiunque diventi Sindaco alla prossima tornata tenga conto di quanto male sia stato gestito tutto questo e ne prenda provvedimenti immediati”.