Non si è detto né letto niente a Ravenna dei dati sul riciclo dei rifiuti nel 2017, diffusi il 3 agosto scorso da una compiaciuta Regione Emilia-Romagna. In effetti, nel territorio regionale la raccolta differenziata è aumentata del 2,5%, raggiungendo il 64,3% e ponendosi in linea con l’obiettivo del 73% fissato per il 2020: obiettivo peraltro già superato ampiamente dal 77,6% di Parma, che è in testa alla classifica – scrive Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna in un comunicato.

RACCOLTA DIFFERENZIATA
Ma la provincia di Ravenna è invece regredita dello 0,4%, ponendosi all’’ultimo posto col 54,8%. L’’unica altra provincia retrocessa, quella di Piacenza, si attesta però al 61,1%. Dunque c’’è molto da riflettere per la nostra città. Infatti, più è alta la raccolta indifferenziata, più occorre smaltirla nelle discariche o negli inceneritori, che, secondo il Piano regionale dei rifiuti, entro il 2020 dovrebbero essere praticamente azzerate le une e progressivamente spenti gli altri. Il discarico e l’’incenerimento del pattume sono invece rigogliosi a ridosso della città di Ravenna.

DISCARICA
La grande discarica di via Romea Nord per rifiuti solidi urbani e per rifiuti speciali assimilati, già ampliata otto volte, resta in vita insieme soltanto a quelle di Carpi e di Imola. Di quest’’ultima, ormai satura, il TAR ha peraltro bloccato il progetto di sopraelevazione, mentre la nuova sindaca non vuol nemmeno sentirne parlare. Ravenna rischia così di servire da sola mezza regione. Tanto che Hera sta portando avanti di gran carriera il nono ampliamento della nostra discarica, pari a 12 mila metri quadrati, su un’area complessiva dell’’impianto pari a 110 ettari (visibile nella panoramica allegata scattata ieri da Enzo Dalmonte), posta tra il canale Cerba, che lo separa dall’’oasi naturalistica di Punta Alberete, sito di importanza comunitaria (SIC) e zona di protezione speciale (ZPS), e via Guiccioli.

INCENERITORE
Accanto alla discarica, resterà attivo anche l’’inceneritore di rifiuti urbani indifferenziati, che tra gli otto esistenti in regione sarà il solo, insieme a quello di Piacenza, a non essere chiuso, alla faccia della pianificazione regionale 2019 e del programma di mandato del sindaco de Pascale, che ne prevedono la cessazione. È un impianto arcaico, che non soddisfa le tecniche più avanzate sulle emissioni in atmosfera, contribuendo alla mal aria che si respira nell’’ampio raggio intorno, città e dintorni compresi. Esso pure, tra breve, a servizio di mezza regione?

RIFIUTOPOLI
Ovvio che quanti rifiuti indifferenziati non saranno più discaricati o inceneriti nelle altre province, tanto più Ravenna consoliderà e rafforzerà la qualifica di Rifiutopoli, meritata grazie alle politiche degli ultimi tre decenni che hanno sacrificato l’aria vitale e l’ambiente naturale a presunti vantaggi economici pubblici, in realtà largamente privati.

Nel silenzio totale delle istituzioni pubbliche locali, la materia merita una discussione organica e approfondita in consiglio comunale, soprattutto per le ricadute, pressoché totali, sulla nostra città. Al fine di anticiparla, chiedo al sindaco, anche nella sua veste di presidente della Provincia, titolare delle funzioni autorizzative sul trattamento dei rifiuti, se intende operare al fine che:

  1. la raccolta differenziata dei rifiuti nella provincia sia in linea, per volume e qualità, con la prospettiva di raggiungere i livelli previsti dal Piano regionale dei rifiuti entro il 2020;
  2. l’’inceneritore dei rifiuti indifferenziati di via Romea Nord sia chiuso a breve termine e con tempistica certa;
  3. la discarica dei rifiuti di via Romea Nord cessi la sua esistenza in tempi brevi, fin d’ora definiti, evitandone l’’incomprensibile (stando alle direttive del Piano regionale) ulteriore ampliamento.