Benzoni (LpRa): Lettere del comune lanciate come rifiuti nei cortili

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Il problema di riutilizzare ecologicamente i rifiuti, anziché farne montagne immonde di discariche o respirarli coi fumi degli inceneritori, passa attraverso raccolte differenziate organizzate bene. Su questo piano, Ravenna è “maglia nera” in Emilia-Romagna, come Lista per Ravenna denunciò già l’estate scorsa, con l’interrogazione di Ancisi RAVENNA RIFIUTOPOLI DELLA REGIONE”, segnalando, dagli ultimi dati disponibili, come, rispetto all’obiettivo del 73% di rifiuti differenziati da raggiungere entro il 2020, fissato in Regione, la nostra provincia era all’ultimo posto col 54,8%.

Martedì scorso, il sindaco ed Hera hanno però annunciato che il 6 maggio partirà in quasi tutto il forese del nostro Comune la raccolta porta a porta dei rifiuti indifferenziati e di quelli organici, mentre carta, plastica, vetro e vegetali continueranno a dovere essere portati nelle isole ecologiche. Sistema zoppo dunque, ma un passo in avanti.

Importante da subito è però che i cittadini siano bene informati su come comportarsi. Comune ed Hera dicono che “hanno inviato una lettera a tutti i cittadini per informarli sugli obiettivi da conseguire, le novità di servizio introdotte e invitarli ai numerosi incontri previsti sul territorio”. È successo tuttavia che, quanto meno in diverse località del Consiglio territoriale di Ravenna Sud, la lettera è stata sì “inviata”, ma al volo, entro le aree cortilizie, sotto forma di lancio del disco da parte di un furgone in transito. Un cittadino di Madonna dell’Albero ne ha fatto un video, esploso sul web.

Non è il modo corretto di informare, perché rischia di non andare a destinazione, vanificando e indebolendo l’iniziativa, e perché gettare della carta per terra, esponendola peraltro al vento e alla pioggia, è l’esatto contrario che preservare un territorio dai rifiuti, prima ancora che essere vietato dalla legge. Non sappiamo quali direttive siano state date all’esercizio di tale attività, che oltretutto è un pubblico servizio. Di certo chi ne porta la responsabilità, dai vertici alla base, è da richiamare.

Ma, ancora prima, Comune ed Hera, coautori della lettera, dovrebbero sapere che, essendo decisivo per il successo del porta a porta il coinvolgimento responsabile dei cittadini, le informazioni rivolte a loro devono arrivare con certezza a destinazione nel migliore dei modi, anche spendendo qualche soldo in più, ché tanto paghiamo noi con la TARI. Nel caso, si stampano nomi e indirizzi sulla busta, facilissimo coi sistemi informatici, e se ne consegnano i pacchi al servizio postale, che per grossi volumi costa anche poco.

Quale consigliere territoriale di Ravenna Sud, chiedo dunque al sindaco le spiegazioni e i chiarimenti del caso, possibilmente in buchetta.