Dall’8 marzo scorso è stato chiuso al traffico il ponte Grattacoppa sul fiume Lamone, per consentirne la demolizione e la ricostruzione. Attraverso questo ponte, gli abitanti di Grattacoppa, Savarna e Mezzano raggiungevano direttamente la statale Adriatica n. 16 a Mezzano, potendo da lì recarsi a Ravenna e in ogni altra destinazione. Da allora devono utilizzare via Basilica, sulla strada provinciale n. 24, per immettersi sulla statale Adriatica a Glorie e arrivare a Mezzano tramite il ponte sul Lamone che unisce queste due località. Il loro problema è il passaggio a livello sulla ferrovia Ravenna-Ferrara, situato nella via Basilica presso Glorie.Le sue chiusure, non solo per i frequenti treni passeggeri, ma anche per i treni merci, molto lunghi e lenti, sono numerosissime e ininterrotte, perché questa è l’unica ferrovia, oltretutto ad un solo binario, tra nord e sud d’Italia sul corridoio Adriatico. La durata delle chiusure è in media di dieci interminabili minuti, durante i quali si producono lunghissime file di auto in sosta. Preoccupano le eventuali emergenze, quando ambulanze o mezzi di polizia e dei vigili del fuoco resterebbero bloccati sul posto. Ma preoccupa soprattutto che a volte il treno passi anche a sbarre alzate, ciò che impone, a chi lo sa, un attraversamento dei binari guardingo, anche quando non sono serrate.

 

L’INTERROGAZIONE AL SINDACO –Raccolsi le proteste della popolazione locale in un’interrogazione al sindaco presentata il 21 luglio, chiedendo, stante la disponibilità di strumenti avanzatissimi offerti dalla tecnologia digitale, se fosse possibile regolare questo banale passaggio a livello, posto a pochi chilometri dalla centrale di Ravenna, in modo da ridurne la chiusura a due o tre minuti al massimo. Ritenevo che il sindaco di Ravenna, essendo anche presidente della Provincia e dell’Unione delle Province Italiane (UPI), avesse tutte le possibilità di ottenere risposta dalle Ferrovie dello Stato, di cui è proprietario lo Stato.

CITTADINI DISPERATI – Nei giorni scorsi ho ricevuto da una rappresentante dei molti cittadini interessati questo messaggio: “Nulla è cambiato dal luglio scorso. Casualmente stamattina, mentre ero in ospedale con mia madre sottoposta a dei controlli, ho incontrato compaesani che, disperati per il problema dell’impossibile passaggio a livello, cercano vie alternative con l’intento di raggiungere Ravenna in tempo per gli appuntamenti. Oltre a dover partire molto prima, si rischiano anche intoppi, a volte spiacevoli. Il mese scorso, passando per una via in campagna, ho forato e non ho potuto portare mia madre all’appuntamento. Ma, al di là di questo, posso affermare senza timore di smentita che i cittadini di questi piccoli paesi sono davvero esasperati dalla situazione e dalla lungaggine dei lavori sul ponte Lamone. Ci affidiamo di nuovo a Lei nella speranza che possa farne nota nella sede opportuna. Oggi, un cittadino di Savarna mi ha scritto: “La mattina per recarmi al lavoro, da Savarna a Mezzano, transito per la via Basilica, la statale Adriatica e via Zuccherificio, trovando due le sbarre abbassate al passaggio dei treni della tratta Ravenna-Ferrara. Ho potuto accertare più volte che quando il treno da Ravenna a Ferrara è in ritardo, la sbarra sulla via Zuccherificio resta chiusa anche per venti minuti, creando notevoli ritardi ai cittadini che si devono recare al lavoro la mattina, in particolare alle 7.30 circa. Pare quindi che le sbarre vengano chiuse tutte in blocco e non soltanto 1 minuto prima del passaggio del treno dal singolo passaggio a livello”.

LA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE – Ho dovuto quindi rispolverare la risposta all’interrogazione del 21 luglio, datami dall’assessore alla Viabilità il 27 luglio in Consiglio comunale: “Il 12 febbraio 2021 i servizi Viabilità e Strade convocarono una riunione preliminare in videochiamata con alcuni tecnici di Rete Ferroviaria Italiani (RFI). Emerse l’impossibilità di spostare gli orari di chiusura del passaggio a livello, così come di ridurne i tempi di chiusura. Ora, tenuto conto delle problematiche riferite nell’interrogazione, sarà cura del mio assessorato richiedere a RFI di cercare come darvi risposta, in particolare riguardo all’eventuale collocazione dei passaggi dei treni merci nelle fasce orarie di minor traffico e alla possibilità, utilizzando tecnologie ad hoc, di intervenire opportunamente per consentire il passaggio ai mezzi di emergenza in caso di necessità. Non appena avrò la risposta formale di RFI sarà mia cura ovviamente riferire al Consiglio comunale”. Mai però ricevuta.

NUOVA INTERROGAZIONE – Si giustifica pertanto questa nuova interrogazione, per sapere quale sia stata la risposta del RFI e se non sia il caso di elevare, a maggiori livelli politico-istituzionali, la richiesta, anche per il futuro, che RFI sappia ridurre a decenza il numero e la durata delle chiusure del passaggio a livello di via Basilica. Il 28 febbraio, secondo crono programma, il ponte dovrebbe essere consegnato al Comune. Si ha notizia però che la ditta appaltatrice chiederà un rinvio. Chiedo dunque chiarimenti al riguardo, auspicando che il nuovo termine – di cui mi sia data informazione – sia autorizzato con scadenza molto ravvicinata.