Respinta la proposta della Lega di cambiare l’iter amministrativo per indire il referendum sulla Romagna

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emilia romagna

Pubblicato: settembre 12, 2017 - Commenta

12/09/2017 – La commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, ha respinto il progetto di legge della Lega Nord finalizzato a introdurre una modifica dello Statuto della Regione per consentire anche all’Assemblea legislativa di indire referendum consultivi. La proposta legislativa era stata scelta quale testo base dopo l’abbinamento del disegno di legge dei consiglieri leghisti con quello del Movimento 5 Stelle (primo firmatario Andrea Bertani). Relatore del testo base è Alan Fabbri. Hanno espresso voto contrario Pd, Si e Misto-Mdp; favorevoli, invece, Ln, M5s, Fi, Fdi-An. Al progetto di legge sono stati presentati due emendamenti sottoscritti da Andrea Bertani (M5s), respinti, il più significativo dei quali finalizzato a prevedere una maggioranza qualificata in seno all’Assemblea legislativa, pari a due terzi, per l’indizione di un referendum consultivo. Il progetto di legge di modifica statutaria – ha spiegato il relatore Fabbri – è stato presentato nel luglio scorso in occasione dell’annuncio, da parte del presidente Bonaccini, dell’avvio del percorso, previsto dalla Costituzione, che consente l’attribuzione alle Regioni con i conti in ordine, come l’Emilia-Romagna, “di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa con il Governo”. Secondo Fabbri la legittimazione per potenziare l’autonomia della nostra Regione non può che passare attraverso un referendum consultivo e solo in caso di esito positivo, grazie al manifesto consenso dei cittadini, il presidente Bonaccini avrà piena forza politica e istituzionale per chiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con il trasferimento delle relative risorse. Il percorso intrapreso dalla Regione, invece, – ha criticato il relatore – “è goffo e tardivo e si configura come un’iniziativa meramente propagandistica pensata per screditare i referendum consultivi in materia di autonomia regionale promossi da Lombardia e Veneto”. Gian Luigi Molinari (Pd), nell’evidenziare la strumentalità della proposta della Lega Nord, finalizzata a rallentare il processo intrapreso dalla Regione di richiesta concertata col Governo di una maggiore autonomia nel solco della Costituzione, ha evidenziato come lo Statuto della Regione garantisca ampiamente la facoltà di indire referendum consultivi. Andrea Bertani (M5s), nell’illustrare gli emendamenti, ha rilevato come altri statuti regionali prevedano la facoltà di indire referendum consultivi, con maggioranza qualificata, anche in capo ai Consigli regionali. Da qui la proposta dei 5stelle, che, pur prendendo spunto dal dibattito sulla richiesta di una più autonomia in materia di competenza della Regione, mira a colmare un vuoto riscontrato nello Statuto dell’Emilia-Romagna. Per Stefano Bargi (Ln) la vera questione è l’estensione anche all’Assemblea legislativa della facoltà di indire referendum consultivi. Si tratta di un’opportunità di dotare i consiglieri di un ulteriore strumento democratico che sarebbe un peccato non cogliere. Galeazzo Bignami (Fi), ricordando la natura giuridica peculiare dello statuto regionale, ha evidenziato, attraverso una dettagliata analisi giuridico-legislativa, la fondatezza della proposta della Lega e la stretta connessione con la piena applicazione dell’articolo 116 della Costituzione richiamata dalla Giunta regionale per avviare la richiesta di maggiore autonomia. Giuseppe Boschini (Pd), con altrettanto puntuale ricognizione delle norme in materia, ha sottolineato come sia più opportuno lasciare gli strumenti di democrazia diretta, come il referendum consultivo, nelle mani dei cittadini e non nella potestà di chi è titolare di cariche rappresentative. Oltre a Fabbri hanno sottoscritto il progetto di legge della Ln i consiglieri Daniele Marchetti, Andrea Liverani, Fabio Rainieri, Stefano Bargi, Gabriele Delmonte, Marco Pettazzoni, Massimiliano Pompignoli e Matteo Rancan. Oltre a Bertani hanno firmato la proposta legislativa del M5s i consiglieri Giulia Gibertoni, Silvia Piccinini, Gian Luca Sassi e Raffaella Sensoli.

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