Filctem Cgil Ravenna: “Crisi Saipem, timori fondati per il futuro della società!”

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Pubblicato: agosto 12, 2017 - Commenta

12/08/2017 – “I timori espressi in questi giorni sui media in merito alla crisi Saipem sono pienamente fondati, va considerato che la società, dopo la separazione da Eni, sta affrontando la più grossa riorganizzazione della sua storia e non sarà sicuramente un’operazione semplice, soprattutto in un contesto internazionale di così forte e perdurante crisi del settore petrolifero. Questi timori sono stati sottolineati anche dalle segreterie nazionali di Filctem Femca e Uiltec che già dai primi mesi del 2017 – in virtù della partecipazione attiva del Governo alla capitalizzazione del gruppo – hanno richiesto e ottenuto un tavolo di confronto al Mise, presieduto dal dottor Castano che, a fronte delle preoccupazioni espresse, ha invitato i vertici aziendali a rassicurare sulle intenzioni future e ha garantito massima attenzione da parte del Governo. A maggio è stata avviata la nuova organizzazione di Saipem in 5 divisioni, la temuta e contestata societarizzazione (spettro e anticamera di una possibile vendita di unità di business) non è stata perseguita e nei vari incontri ufficiali, su specifica richiesta da parte delle organizzazioni sindacali, i vertici aziendali hanno sempre rassicurato che la gestione e il controllo del gruppo sarebbe rimasto in Italia. Ora però le voci di trasferimento del centro direzionale della divisione drilling off shore a Parigi non lasciano sicuramente tranquilli. Per quanto riguarda il comparto Perforazione Italia l’attività del 2017 si concluderà con lo zero assoluto, sia in ambito on shore che off shore, si esaurirà inoltre l’ammortizzatore sociale di cassa integrazione ordinaria e il personale rientrerà per la manutenzione necessaria e l’allestimento dell’impianto on shore in previsione di una commessa che partirà i primi mesi del 2018. Per quanto riguarda l’off shore il Perro Negro 8, che era stato appositamente costruito per operare sulle piattaforme italiane, è ancora nei mari del Medio Oriente, anche se i dirigenti aziendali auspicano la ripresa delle attività in Adriatico comunicata e dichiarata da Eni per poter partecipare alle gare di appalto. Ma al momento tutto tace”.
Filctem Cgil Ravenna

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