Samorè (Confartigianato):Per lo sviluppo del Porto di Ravenna E55 e ferrovie vanno sviluppate entrambe

Inserito da Sara. Nella sezione Comunicati Stampa, Economia, Evidenza

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Pubblicato: ottobre 01, 2015 - Commenta

01/10/2015 – Confartigianato della Provincia di Ravenna non condivide la decisione della Regione Emilia-Romagna di non procedere verso la realizzazione del tratto Ravenna-Venezia della E55 che, di fatto, depotenzia il nostro scalo anche in termini di crescita e sviluppo.
“La miopia di chi ha fatto questa scelta – ha dichiarato Tiziano Samoré, Segretario provinciale di Confartigianato – è di porre le ferrovie in alternativa al trasporto su gomma, mentre invece un porto importante come quello ravennate necessita di infrastrutture e collegamenti intermodali moderni, efficienti ed accessibili e non alternativi tra loro”.
Un porto è un nodo logistico-intermodale d’eccellenza e lo sviluppo di ogni singola modalità di trasporto dovrebbe essere il faro che illumina le scelte di chi ne ha le responsabilità. Il Porto di Ravenna necessita certamente di un potenziamento delle infrastrutture ferroviarie in tutte le sue componenti, ma non alternativo ad un’arteria viaria fondamentale come la E55. Alcuni traffici di un porto completo come quello di Ravenna richiedono tempi di sbarco/consegna merci estremamente ridotti ed efficienti come solo il trasporto su gomma è in grado di fare soprattutto per destinazioni/provenienze di medio/corto raggio.
“La capacità di attrarre traffici Glo-cali (globali e locali) si gioca sui servizi a terra e sui transit time, per cui rinunciare a sviluppare la E55 è un clamoroso autogol. Confartigianato – ha concluso Samorè – non capisce su quali basi, di sviluppo del porto di Ravenna, la Regione ha fatto questa scelta e chiede con determinazione che sia prontamente modificata, nello stesso tempo invita le Amministrazioni locali a farsi promotrici di iniziative politiche atte a rivedere la decisione della Regione.
Il Porto di Ravenna è l’unico porto della regione Emilia-Romagna e ci si aspettavano scelte forti che andassero nella direzione di un forte impegno dell’Amministrazione per uno sviluppo delle infrastrutture a servizio dello scalo, anche per espanderne la potenziale ricchezza e l’indotto, per agganciarsi sempre più agevolmente ai grandi corridoi europei ed ampliando sempre più il raggio e le potenzialità attrattive dello scalo, su scenari che non sono quelli regionali ma mondiali”.

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